Incidente sulla Roma-Viterbo: 25enne travolto e ucciso dal treno

andrea trifolelli incidente treno roma viterbo

Tragedia sulla linea ferroviaria Roma-Viterbo: Andrea Trifolelli, un ragazzo di soli 25 anni, è stato investito e ucciso da un treno della linea FL3. L’incidente è avvenuto nel tratto compreso tra Bracciano e Oriolo Romano alle ore 7.30 di venerdì 10 gennaio. Si indaga sulla dinamica dell’accaduto. Al momento l’ipotesi più accreditata è quella di un gesto volontario. La circolazione è stata temporaneamente sospesa: Rfi ha messo a disposizione autobus sostitutivi.

Incidente sul treno Roma-Viterbo

Sul luogo dell’incidente sono intervenuti gli agenti della polizia scientifica, della Polfer e i medici legali. Secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe gettato sui binari. Il macchinista non è riuscito a frenare in tempo per evitarlo. L’impatto è stato tanto violento da ucciderlo sul colpo.

Solo poche ore prima Mattia Perini, un ragazzo di 15 anni di Civitanova Marche, ha perso la vita in provincia di Ancona, travolto da un treno nella stazione di Loreto. Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni della vicenda, l’adolescente stava attraversando i binari ascoltando la musica con gli auricolari quando il convoglio (un Frecciargento 8820 partito da Taranto e diretto a Milano) lo ha colpito, uccidendolo sul colpo. Inutili i tentativi di salvargli la vita da parte dei soccorritori del 118.

Circolazione sospesa

La circolazione è stata temporaneamente sospesa sulla tratta e diversi altre linee sono state interrotte. I passeggeri sono stati invitati a scendere dal treno coinvolto nell’incidente sulla Roma-Viterbo e sono stati trasferiti a bordo di autobus sostitutivi tra Capranica e Bracciano, in direzione Roma. Si registrano ritardi fino a 50 minuti verso Roma-Ostiense. Molti pendolari hanno raggiunto la stazione di Cesano, dove la circolazione è ripresa regolarmente.

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    Caso Desiree, il papà: "Ho cercato di salvarla, non ho potuto"

    "Ho cercato di salvarla ma non ho potuto fare niente". Lo ha detto in lacrime il padre di Desiree Mariottini, Gianluca Zuncheddu, sentito al processo sulla morte della 16enne di Cisterna di Latina trovata senza vita il 19 ottobre del 2018 all’interno di uno stabile abbandonato del quartiere San Lorenzo a Roma. Davanti ai giudici della III corte d'Assise, l'uomo ha riferito di aver notato un cambiamento in Desiree e di averle trovato una carta stagnola bruciata, ma di non aver potuto fare nulla anche a causa del divieto di avvicinamento che aveva verso l'ex compagna e madre della ragazza.  Sul banco degli imputati, per la morte della giovane, ci sono 4 cittadini africani, Alinno Chima, Mamadou Gara, Yussef Salia e Brian Minthe, accusati di omicidio volontario, violenza sessuale aggravata e cessione di stupefacenti a minori. In un'udienza a porte chiuse durata molte ore, sono stati sentiti oggi anche il medico legale che ha svolto l'autopsia e l'anamopatologo, il quale ha confermato lesioni compatibili con una violenza sessuale. Infine è stato ascoltato anche il nonno di Desiree, l'ultimo della famiglia a vederla in vita: l'uomo ha riferito di averla accompagnata da un'amica ma poi la 16enne ha telefonato - non dal suo cellulare - a casa per dire che non sarebbe tornata e che si fermava a dormire fuori.

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    Jole Santelli, la malattia che deve affrontare la Presidente della Calabria

    Dopo la vittoria alle elezioni regionali in Calabria del 2020, Jole Santelli dovrà ora affrontare una battaglia più dura: quella contro la malattia.

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    È morta la blogger tunisina Lina Ben Mhenni

    Affetta da tempo da una grave malattia cronica ai reni, è morta a soli 36 anni la popolare blogger e giornalista Lina Ben Mhenni, capofila della rivoluzione che nel 2011 ha messo fine al regime di Ben Ali. Ad annunciare la scomparsa del volto noto delle proteste popolari tunisine sono stati i suoi famigliari citati dai media locali ed internazionali. Docente di linguistica all'Università di Tunisi, Lina era ancor prima un'agguerrita militante per i diritti umani.Per anni e nonostante i rischi per la sua incolumità, sul suo blog 'a Tunisian girl' ('Una ragazza tunisina') non si stancava di denunciare le derive della dittatura, documentando anche il deteriorarsi delle condizioni di vita della popolazione nelle aree più depresse del Paese. Dopo la morte del venditore ambulante Mohamed Bouazizi, che si diede fuoco il 17 dicembre 2010, è stata la prima cronista a raggiungere la città di Sidi Bouzid, culla di quella che lei chiamava la 'Rivoluzione della dignitaà.Lina andava in giro con la sua piccola telecamera per riprendere le prime manifestazioni contro il potere e poi postare i video sui social. Ha coperto la cronaca dell'intero movimento insurrezionale in lingua francese, inglese e araba, fino alla caduta del regime. Da questo suo lavoro è nato un libro intitolato "Tunisian Girl, blogger per una primavera araba". Colei che viene considerata la "voce della rivolta tunisina", è stata anche candidata al premio Nobel per la Pace, a soli 28 anni.Nonostante i gravi problemi di salute e il deteriorarsi del suo fisico Lina, figlia di Sadok Ben Mhenni, militante marxista imprigionato dall'ex presidente Habib Bourghiba, ha portato avanti fino alla fine le sue battaglie in difesa dei diritti fondamentali in Tunisia, sempre in prima linea nelle manifestazioni e nei processi attinenti alla liberta' di espressione. Per lei il buon esito della rivoluzione era solo una tappa verso una Tunisia pienamente democratica e moderna, in cui doveva esserci una chiara divisione tra politica e religione, che doveva garantire un futuro dignitoso ai giovani.Il suo attivismo aveva come nemici tutte le forme di corruzione, il fondamentalismo della politica, la tortura e i diritti violati, anche quelli dei detenuti. La donazione d'organo ricevuta dalla madre non aveva prodotto gli effetti sperati e le sue condizioni di salute si sono progressivamente aggravate, anche come conseguenza dei maltrattamenti inflitti dalla polizia e che lei stessa denunciava come "mirati". Negli ultimi mesi sui social Lina ha raccontato il suo "calvario": deplorava il cattivo stato degli ospedali della capitale, ma nonostante il rapido peggioramento si è rifiutata di lasciare il Paese, in cerca di cure alternative all'estero.

  • Come sono andate le elezioni regionali per Fratelli d'Italia e Forza Italia
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    Come sono andate le elezioni regionali per Fratelli d'Italia e Forza Italia

    Non è un caso che Berlusconi nel collegamento telefonico abbia rimarcato che quando Forza Italia esprime la possibilità di un candidato del centrodestra abbia possibilità di successo. È accaduto in Molise e in Basilicata, ora è la volta della Calabria dove la candidata azzurra, Santelli, ha vinto ampiamente sull'imprenditore del tonno, Callipo. "Abbiamo dimostrato di avere una classe dirigente di alto livello. Il centrodestra è una coalizione nella quale diamo un contributo di qualità e vogliamo continuare a dare un contributo di qualità", ha spiegato il vicepresidente azzurro Tajani.Per il Cavaliere, nonostante si profili una vittoria di Bonaccini in Emilia, "ora si apre una fase nuova". "Se la parola 'democrazia' ha ancora un senso dovrà cambiare il governo e la parola dovrà tornare agli italiani", ha spiegato sottolineando che "i dati impietosi condannano il M5s all'irrilevanza" e che "anche la sinistra non riesce più a intercettare e a parlare al suo tradizionale blocco sociale".Dunque per l'ex presidente del Consiglio "Forza Italia è insostituibile, ora può partire una rivoluzione. La Calabria diventerà il simbolo del riscatto del Sud". Forza Italia per ora si attesta intorno all'10% ma può sommare i dati delle liste civiche a sostegno della Santelli. L'altra faccia della medaglia della partita è però l'Emilia. Qui i risultati sono molto più bassi.Dunque la vittoria di Santelli, arrivata dopo le fibrillazioni interne al partito con le divisioni (rientrate) con i fratelli Occhiuto che hanno subito lo stop di Salvini alla candidatura, da fiato al partito azzurro. Ma l'ala moderata del partito - riferisce una fonte parlamentare - tornerà a sottolineare che quando Forza Italia va a traino della Lega perde quota.Fratelli d'Italia, invece, cresce viaggiando intorno al 10% sia in Calabria che in Emilia. Con l'obiettivo ora di cercare di monetizzare al più presto il consenso. Ecco il motivo per cui Giorgia Meloni tornerà a chiedere che si arrivi allo scioglimento delle Camere. Sostenendo che le forze parlamentari che rappresentano la maggioranza alla Camera e al Senato sono minoritarie rispetto a quanto è emerso nel Paese.La tesi è che "c'è troppa differenza, troppa distanza, tra quello che e' il sentimento del popolo e quelle che sono le scelte del palazzo". Per Meloni "il confronto combattuto in Emilia-Romagna, in una regione governata da sempre dalla sinistra, è già una vittoria perché è un risultato che fino a pochi anni fa sembrava irraggiungibile".

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    Vendono villa Lago di Garda a 19 mln e ne dichiarano 7, scoperti

    Sequestro della guardia di Finanza di Desenzano del Garda

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    Alessia Marcuzzi si è fatta un nuovo regalo ma in tanti l'hanno accusata di aver copiato in pieno lo stile di Chiara Ferragni.

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    Salvini, prima sconfitta

    BENTIVOGLIO (provincia di Bologna) - Doveva essere il muro da abbattere.

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    Aeroporto di Bari: tutto sul progetto del tunnel delle luminarie.

  • Elezioni, Occhetto: "Sardine hanno risvegliato sinistra sonnolenta e apatica"
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    Adnkronos

    Elezioni, Occhetto: "Sardine hanno risvegliato sinistra sonnolenta e apatica"

    Il successo di Bonaccini? "Lo speravo, più che aspettarmelo, poi con l'ingresso sulla scena delle sardine la speranza si è rafforzata, perché più che ampliare il fronte della sinistra e distruggere la destra, speravo che avrebbero risvegliato una sinistra sonnolenta e apatica, disabituata alla lotta politica, e così è avvenuto". All'AdnKronos, Achille Occhetto, ultimo segretario del Pci, commenta il voto in Emilia Romagna. Per Occhetto Salvini "ha commesso alcuni errori", sia "di comunicazione, tema su cui anche la sinistra lo considerava forte", sia di "tipo politico". "Aveva - attacca il fondatore del Pds - dimostrato di essere zero per l'operatività politica, già da ministro dell'Interno". Ma soprattutto "sulla comunicazione politica, è andato a sbattere contro quel muro che voleva capovolgere, mettendo in campo l'idea di voler liberare l'Emilia, la sua citofonata, e il tentativo di distruggere 50 anni di storia, tutte cose che hanno determinato una reazione, non solo delle sardine". "Nello stesso tempo non va sottovalutato il successo Pd, l'Emilia era già stata persa alle elezioni europee, c'è ora una riconquista che va tenuta presente", conclude Occhetto.

  • GF Vip, Barbara Alberti torna nella casa: “Sono pronta al crimine!”
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    GF Vip, Barbara Alberti torna nella casa: “Sono pronta al crimine!”

    Tornata nella casa del GF Vip a seguito di un malore, Barbara Alberti ha deciso di continuare il suo percorso all'interno del reality.

  • Chi sono i "dubbiosi" sul pontificato di Papa Francesco
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    Chi sono i "dubbiosi" sul pontificato di Papa Francesco

    Il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti, li ha indicati come i responsabili del "distruttismo" che agita in queste giornate tormentate la Chiesa cattolica. Quell'atteggiamento, vale a dire, che tende a segare alla radice i tentativi di rinnovamento della comunità e magari anche dei semplici tentativi di capirsi e spiegarsi vicendevolmente al suo interno, come dovrebbe essere in qualsiasi agape.Loro però spesso si difendono ribadendo che la loro è solo affezione filiale alla Chiesa, e che ci sono dei dubbi espressi questi esistono per via della scarsa chiarezza delle posizioni dottrinarie dello stesso Papa. Insomma, la Chiesa è troppo amata per lasciarla in mani giudicate deboli. Solo una piccola parte arriva a posizioni sedevacantiste, vale a dire di non riconoscimento della persona di Bergoglio come legittimo Papa della Chiesa Cattolica.I tradizionalisti vengono una volta per tutte allo scoperto con una lettera firmata, il 19 settembre 2016, da ben quattro cardinali: Walter Brandmueller, Raymond L. Burke, Carlo Caffarra, Joachim Meisner. Chiedono spiegazioni su alcuni aspetti dell'enciclica "Amoris Laetitia", che a loro dire ha creato difficoltà interpretative e confusione all'interno della Chiesa. Le chiamano, queste loro perplessità, "Dubia", alla latina. Un termine che ha fatto scuola.In Italia il fronte tradizionalista fa capo alla Fondazione Lepanto del professor Roberto De Mattei e a Tradizione, Famiglia e Proprietà di Julio Loredo: l'universo tradizionale è molto composito. Inutile dire che si tratta di una realtà composita, in qualche modo proteiforme, che agisce sia nel campo dei rapporti umani diretti, sia con grande disinvoltura sul web, dove contano su contatti a livello internazionale.Siti come Lifesite sono i loro interlocutori naturali e ricorrenti. Nell'aprile dello scorso anno definirono Francesco "eretico". A novembre hanno promosso una raccolta di firme nella quale condannano "gli atti sacrileghi e superstiziosi" che Jorge Mario Bergoglio avrebbe commesso durante il recente Sinodo sull'Amazzonia. Il riferimento è al caso della Pachamama, rappresentazione della Madre Terra nella cultura indio la cui effigie venne portata oltre le Sacre Mura in occasione del sinodo sull'Amazzonia. Insieme a Bergoglio mettono in guardia coloro che seguono il Papa dal rischio della "dannazione eterna".Dei quattro cardinali autori dei Dubia sulla linea di Bergoglio, Caffarra e Meisner sono deceduti. Burke ha rilasciato di recente una sibillina intervista alla testata americana The Wanderer. Come ai tempi di Liberio I e di Anastasio di Alessandria, bisogna essere pronti ad un lungo cammino di sofferenza nel nome della verità, ha detto.Secondo lui Liberio scomunicò Anastasio per una decisione politica (non voleva dispiacere all'imperatore). Chi sia l'uomo che lancerà la scomunica per amor di politica, chi sarà il santo vescovo destinato agli onori degli altari dopo una lunga prova è cosa da affidare alle interpretazioni personali. Da parte sua Brandmueller, amico di vecchia data di Benedetto XVI, che nei confronti del Sinodo panamazzonico ha avuto espressioni come "apostasia" ed "eresia".Un altro porporato che si è distinto per oltranzismo dottrinale è l'olandese Willem Jacobus Eijk, i cui stralisi dirigono contro l'intercomunione con i protestanti. Il vescovo Athanasius Schneider è forse il più attivo tra i presuli critici del corso attuale. L'attuale vescovo ausiliare di Astana, in Kazakhstan, non è favorevole a quella che vede come una equiparazione gerarchica tra confessione religiosa cristiano-cattolica e confessione religiosa islamica, che sarebbe presente nel documento che il Papa ha sottoscritto nel febbraio scorso con l'imam di Al-Azhar.Discorso a parte per l'ex nunzio apostolico a Washington, Carlo Maria Viganò. L'eco del suo memorandum di dodici pagine con cui ha domandato le dimissioni del Santo Padre circola ancora su alcune fonti tradizionaliste. Secondo le sue accuse, il Pontefice sarebbe stato avvertito per tempo della situazione creata dagli abusi dell'allora vescovo della capitale americana, McCarrick, e non avrebbe fatto niente.In una intervista ad una televisione messicana, Papa Francesco lo ha accusato di dire falsità. La questione Viganò (il quale pare sia stato visto a Monaco di Baviera a metà gennaio, con tanto di barba lunga, a manifestare contro la Chiesa aperturista) sarà affrontata da un dossier che sarà pubblicato a giorni in Vaticano.

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    "Non uso il cognome di mio padre, Umberto Tozzi.

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    No a trappola populista, 1 e 2 febbraio Assemblea nazionale

  • Il calciatore 13enne a cui hanno augurato di prendere il virus cinese
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    Il calciatore 13enne a cui hanno augurato di prendere il virus cinese

    Episodio di razzismo durante una partita della categoria giovanissimi nel milanese. Vittima e' stato un ragazzino di origine cinese di 13 anni che, durante l'incontro Cesano Boscone Idrostar-Ausonia, è uscito in lacrime dal campo dopo che un avversario lo ha apostrofato: "Spero che ti venga il virus come ci sono nei mercati in Cina".A denunciare l'accaduto sia il giovane calciatore sia il Cesano Boscone su Facebook. "Una cosa del genere - ha scritto la squadra sul suo profilo social - NON PUÒ e NON DEVE passare inosservata. Sabato 26 gennaio, Cesano Boscone Idrostar-Ausonia, prima partita del girone primaverile dei giovanissimi 2006. Al 35esimo del secondo tempo un ragazzo esce in lacrime. Non si è fatto male, non è stato sostituito. È stato insultato, umiliato solo perché cinese, perché voi non lo sapete ma oggi funziona cosi'... Il peggio arriva dopo, quando l'arbitro non prende nessun tipo di provvedimento e il mister della squadra Ausonia, e neanche i dirigenti, richiamano il proprio giocatore. Passa tutto inosservato, tra l'indifferenza generale". Per poi concludere "il Cesano Boscone Idrostar dice no al razzismo".Parole di condanna sono arrivate anche dal sindaco del comune milanese, Simone Negri. "Tutta Cesano contro il razzismo. A fianco del nostro giovane calciatore", ha scritto su Facebook. "Indifferenza, la peggiore, nonostante gli insulti rivolti a un ragazzo di 14 anni - categoria giovanissimi - uscito in lacrime. Addirittura si e' arrivati all'augurio di venire infettato dal nuovo virus della polmonite che purtroppo sta terrorizzando il paese del Sol Levante", aggiunge il primo cittadino."Il comune di Cesano - ha poi concluso Negri - sarà a fianco dell'Idrostar nel muoversi rispetto alla giustizia sportiva e a qualsiasi altra iniziativa si voglia intraprendere. Con il nostro calciatore di origini cinesi e' stato offeso tutto il nostro paese che è, senza nessuna titubanza, luogo di integrazione e fratellanza, anche attraverso lo sport. Ripudiamo il razzismo e combattiamo i razzisti".

  • “Le mani di Erdogan sono sporche di sangue”
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    “Le mani di Erdogan sono sporche di sangue”

    “È Erdogan che mi considera un suo nemico. Io non l'ho mai considerato tale. Gli ho solo chiesto di mantenere le sue promesse. Il suo principale nemico è lui stesso”. Si esprime così Fethullah Gülen, 78 anni, esule negli Usa, predicatore islamico, fondatore del movimento Hizmet con milioni di seguaci, accusato di essere il mandante del fallito colpo di Stato del luglio 2016 (accusa che lo stesso Gülen ha sempre categoricamente respinto), il quale crede in un Islam moderato, considerato dal presidente turco come il suo principale nemico.Secondo Gülen, Erdogan “si crede l'uomo più intelligente del mondo” ma in realtà è mosso solamente “da sentimenti di gelosia, di odio e di vendetta”, tant' che “il suo governo è caduto in uno stato di paranoia”. “Mia sorella maggiore – racconta l'esule – deve vivere nella clandestinità e tutte le persone che hanno il mio stesso cognome vengono arrestate” ciò che rende il presidente turco un uomo con “le mani sporche di sangue”.“Erdogan ed io non siamo sulla stessa lunghezza d'onda”, aggiunge Gülen, “credo che si debba concedere più libertà e permettere che la lingua curda possa essere usata nelle scuole. Tutto ciò richiede uno Stato più decentrato. Se un giorno ci sarà una nuova riforma costituzionale dovrà ispirarsi alla Costituzione americana: concede grandi libertà ai cittadini”, conclude quello che viene considerato il capo dell'opposizione ad Erdogan all'estero.

  • Mistero sullo schianto di un aereo militare Usa in Afghanistan
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    Mistero sullo schianto di un aereo militare Usa in Afghanistan

    Un aereo militare americano è precipitato nella provincia orientale afghana di Ghazni, nel distretto di Deh Yak, in territorio controllato dai Talebani. È mistero sia sulle cause dello schianto che sullo status delle persone che si trovavano a bordo e sul loro numero, sebbene una fonte militare abbia confidato a Fox che sul velivolo viaggiavano "meno di cinque persone".Il portavoce dei Talebani, Zabihullah Mujahid, ha dichiarato che "un aereo degli occupanti americani si è schiantato nella provincia di Ghazni" e che "a bordo vi erano alti ufficiali della Cia oltre all'equipaggio". La dichiarazione ha lasciato campo aperto alle interpretazioni: per alcuni, i talebani hanno semplicemente reso noto che si tratta di un aereo militare americano, per altri è stata "una rivendicazione dell'abbattimento".Da Washington, alcuni alti funzionari hanno confermato alla Cbs che effettivamente si è schiantato un Bombardier E11-A che era in volo da Kandahar a Kabul. L'esercito Usa indaga senza fornire finora nessun commento ufficiale. Solitamente il velivolo viene usato per operazioni di intelligence e per favorire le comunicazioni dei militari.Un filmato diffuso in rete quando ancora non era chiaro a chi appartenesse il velivolo, mostrano il relitto in fiamme, completamente distrutto. È ben identificabile dalla livrea e dallo stemma dell'Air Force Usa. Le prime notizie diffuse parlavano di un volo passeggeri della statale Ariana Afghan Airlines, smentite poco dopo dalla stessa compagnia.Lo schianto dell'aereo è avvenuto in un momento in cui i talebani e gli Stati Uniti discutono i termini di un accordo sul ritiro delle forze statunitensi dall'Afghanistan, in cambio di garanzie di sicurezza da parte degli insorti.