Incidenti in mare: “Introdurre il reato di omicidio nautico”

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Milano, 1 ago. (askanews) –

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Piergiorgio Assumma presidente Osservatorio nazionale vittime omicidi stradali

Milano, 1 ago. (askanews) – L’avvocato Piergiorgio Assumma, presidente dell’Osservatorio nazionale vittime omicidi stradali (Onvos), chiede l’introduzione di una nuova fattispecie di reato: ecco perché. Dall’episodio del Lago di Garda, passando per l omicidio di questo fine luglio in Toscana, per arrivare a quello di questa mattina a Porto Cervo: tre incidenti che hanno un’unica soluzione, cioè l’introduzione di una nuova fattispecie di reato, totalmente autonoma. Perché si dice questo?

Perché oggi è possibile contestare il solo omicidio colposo, ex art 589, non esistendo una fattispecie di reato ad hoc. Ma è troppo debole, soprattutto nell’ottica e in presenza di possibili aggravanti, come lo stato d’ebbrezza o l’uso di sostanze stupefacenti.

Rimanendo secondo tale previsione, si perderebbe ad esempio, com’è successo sul lago di Garda, la possibilità, come detto, di contestare la guida dell’imbarcazione in stato di ebbrezza. Infatti, lo stato di ebbrezza, collegato nella vecchia impostazione dell art. 589 c.p., se prima era prevista come aggravante nelle ipotesi di violazione delle norme sulla circolazione stradale, oggi con la legge 41 (che ha introdotto l’omicidio stradale e le lesioni stradali gravi o gravissime, ex art 589 bis e 590 bis c.p.) è stata del tutto abrogata dal testo dell’omicidio colposo (semplice), quindi, non contestabile in quella sede applicativa. Ma ancor di più si perderebbero anche elementi di indagini, come ad esempio quelli sull’accertamento della dinamica dell’incidente, sulla ricerca di elementi ti utili per la contestazione di aggravanti per l’appunto, qualora non si aprissero le porte ad un nuovo reato autonomo, che ne delimiti la condotta, in maniera chiara e con criteri tecnici; appunto l’omicidio nautico. Perché autonomo? Perché il legarlo all’omicidio stradale, indebolirebbe entrambe le fattispecie (quella dell’omicidio stradale e quella dell’ipotetico omicidio nautico), creando anche confusioni applicative, perché i soggetti destinatari sarebbero diversi. Infatti, nell’omicidio stradale, sarebbero gli utenti della strada, in quello nautico i diportisti o gli utenti, professionali o meno, del mare. E’ opportuno che tale fattispecie sia introdotta nel giro di poco tempo, affinché lo Stato dia una risposta concreta. Così com’è opportuno che si aprano le porte ad una riforma del codice di procedura penale, per l’introduzione del prelievo ematico coattivo, volto all’accertamento dello stato di ebbrezza o di alterazione da sostanze stupefacenti, utile, sia per l’omicidio stradale, sia per il tanto atteso omicidio nautico.

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