Incidenza in lieve ma evidente crescita, Rt in leggera diminuzione ma la guardia va tenuta altissima

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Il professor Giovanni Rezza
Il professor Giovanni Rezza

Il monito di Giovanni Rezza, direttore della Prevenzione del ministero della Salute, è da non prendere sottogamba: “I ricoveri sono in aumento e perciò bisogna continuare a vaccinarsi”. Il video messaggio che il professor Rezza ha diffuso a commento dei dati settimanali sul coronavirus è da prendere come uno sprone, più che come un allarme, un monito a ché la campagna di vaccinazione prosegua in maniera massiva, e per una buona campagna di vaccinazione, banale ma non troppo ricordarlo, servono persone disposte a farsi vaccinare, non tante, ma tutte.

Il monito ponderato del professor Rezza: “Continuare a vaccinarsi”

Da un punto di vista analitico ha affermato Rezza: “Cresce ancora, anche se di poco, l’incidenza dei casi di Covid-19 nel nostro paese. Questa settimana si fissa intorno a 77 casi per 100mila abitanti”. In tema di indice di contagio, ridefinito sulla scorta dei nuovi parametri “estivi”, Rezza ha precisato che lo stesso “tende leggermente a diminuire. L’Rt, ovvero l’indice di trasmissione, ora è intorno a 1,01, di poco al disopra dell’unità”. Tuttavia il dato deve essere letto con lucidità e senza troppo sollievo. Perché?

“Continuare a vaccinarsi, il tasso di occupazione in aera medica è in aumento”, il monito di Rezza

Perché “aumenta purtroppo il tasso di occupazione dei posti di area medica e di terapia intensiva, rispettivamente intorno al 7,1% e al 5,4%.” Insomma, la guardia alta va tenuta sempre e il miglior modo per tenerla alta è vaccinarsi tutti. Precisa Rezza in merito alle occupazioni negli spot sanitari: “Alcune regioni si stanno avvicinando alla soglia critica, “addirittura la Sicilia l’ha superata”.

Continuare a vaccinarsi, ecco come il professor Rezza spiega il suo monito

Ecco perché il direttore della Prevenzione del ministero della Salute ritiene che ci siano poche ma fondamentali cose da fare: “Data la situazione è importante continuare con grande intensità la campagna di vaccinazione e continuare anche a mantenere dei comportamenti individuali ispirati alla prudenza”. I dati emersi dal monitoraggio settimanale offrono nuovi spunti analisi: si apprende che l’età mediana alla diagnosi è pari a 34 anni. Anni che salgono a 57 per quanto riguarda l’età mediana al primo ricovero e a 61 sul fronte dell’età mediana all’ingresso in terapia intensiva. Tutto questo per raggiungere i 79 anni se si prende in esame l’età mediana al decesso.

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