Incontro sul caso Ilva tra governo e ArcelorMittal: la linea di Conte

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Si terrà a partire dalle 11.30 di mercoledì 6 novembre il primo incontro a Palazzo Chigi sul caso dell’ex Ilva, tra i leader di ArcelorMittal e i rappresentanti del governo dopo il ritiro del colosso indiano. Il vertice segue quello, avvenuto nella serata precedente all’interno dello stabilimento, tra l’ad Lucia Morselli e i segretari territoriali delle sigle sindacali Fiom, Fim, Uilm e Usb. Nelle stesse ore a Taranto è stato organizzato un presidio di protesta dei lavoratori contro la chiusura della fabbrica che mette a rischio oltre 15 mila famiglie. “Bisogna prepararsi all’eventualità di un’altra cordata”, ha commentato il governatore pugliese Michele Emiliano.

Ilva, incontro governo-ArcelorMittal

All’incontro che si terrà al palazzo del governo sono attesi l’ad Lucia Morselli e i rappresentanti della famiglia ai vertici di ArcelorMittal, Lakshami Mittal e il figlio Aditya. Il disimpegno e l’addio allo stabilimento di Taranto è stato motivato dall’azienda sulla base dell’abolizione dello scudo penale e dei provvedimenti emessi dal Tribuanle di Taranto. Il premier Giuseppe Conte sarà invece affiancato dal ministro del Mise Stefano Patuanelli.

La linea del governo

No agli esuberi: sarebbe questo uno dei punti fermi della linea che il premier Conte intende proporre al colosso dell’acciaio. Intorno al presidente del Consiglio si sono ricompattati i leader politici e i rappresentanti sindacali, concordi nella volontà di essere inflessibili, di sottrarre ad Arcelor “l’alibi” dello scudo penale e di evitare gli esuberi. Secondo Patuanelli, la società avrebbe premeditato da tempo di lasciare l’acciaieria tarantina, alla ricerca del momento opportuno per la ritirata. Lo dimostrerebbe, continua il ministro, la citazione depositata da Mittal al Tribunale di Milano in cui si legge: “Se la protezione legale fosse ripristinata, non sarebbe possibile eseguire il contratto” a causa dell’eventualità di un nuovo intervento dell’autorità giudiziaria.