Incudine, un De André siciliano alla galleria Sciarra del Quirino

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Un De André in salsa siciliana, 'alla Norma' ma fuori della norma, quello che il teatro Quirino propone sabato alla galleria Sciarra, lo spazio inaugurato la scorsa settimana dalla performance di Monica Guerritore con 'Quel che so di lei' e che ora si prepara a ospitare il cantautore Mario Incudine - autore di 'Vuccuzza di ciuri' versione siciliana d 'Bocca di rosa' del cantautore genovese - con il suo spettacolo musicale 'Di acqua e di rosi', concerto per voce e chitarra, preceduto dalla presentazione del libro di Tiziana Ferrario, 'Uomini: è ora di giocare senza falli!' edito da Chiarelettere, da parte di Lorenzo di Las Plassas.

'D’acqua e di rosi' è l’ultimo prodotto discografico di Mario Incudine, un album di canzoni d’amore che parlano siciliano, prodotto da Finisterre e in distribuzione in tutta Europa con Felmay. Dopo 'Italia talìa' (ovvero 'Italia guarda'), 'Beddu Garibbardi', 'Anime migranti', 'Abballa la luna' e 'Terra', il nuovo progetto musicale di Incudine è una raccolta di tredici brani, tre dei quali inediti, interamente dedicati all’amore e specificamente all’amore vissuto dalle donne siciliane.

Spiega Incudine: "Di acqua e di rose sono fatte le donne siciliane: acqua di mare, insaporita dal sale, rose profumate difese dalle spine... Ogni donna porta con sé un suono: legno vibrante che fa serenate la notte, metallo temprato che scalda ogni cibo, vento di scirocco che corteggia gli scogli, pietra calcarea che custodisce i fiori, melodia antica che fa nascere la passione". In copertina, una foto di Toto Clemenza stilizzata della terrazza del commissario Montalbano, la balconata con vista sul mare di Punta Secca, sul litorale di Ragusa, divenuta la casa del personaggio più famoso di Andrea Camilleri.

Oltre alla title track 'D’acqua e di rosi' una sorta di pizzica rock, inediti sono anche la romanza 'Donnafugata' e la ballad 'Zorath Ariha' che è il nome di una rosa che vive nei deserti maghrebini. Trovano spazio nel cd, successi rodati come 'Di cchi culuri è', 'Canticu', 'Sempri ccà', 'Tenimi l’occhi aperti', 'Due di notte', 'Akila', 'Quasi luna piena', 'Li culura' e 'L’ultimu vespru' e 'Vuccuzza di ciuri' fortunata reinterpretazione in siciliano di 'Bocca di rosa' di Fabrizio De Andrè.

(di Enzo Bonaiuto)