Indagine traffico influenze, "cellulare Tiziano Renzi intestato a un altro"

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Tiziano Renzi nei guai per colpa di un telefono cellulare. Gli investigatori della Guardia di Finanza di Firenze, su ordine del pm Christine Von Borries della procura del capoluogo toscano, si sono presentati la scorsa settimana nella villa di Rignano sull'Arno (Fi) del padre dell'ex premier Matteo Renzi per una perquisizione. Oltre ai computer i finanzieri del comando provinciale - scrive oggi il Corriere Fiorentino - "hanno portato via anche un telefono in uso a Tiziano che risulterebbe però intestato a un extracomunitario".  

Renzi senior, scrive sempre il Corriere Fiorentino, "avrebbe utilizzato quel cellulare al posto del suo dopo l'arresto per bancarotta fraudolenta (avvenuto il 18 febbraio scorso) per timore di essere intercettato". Questo sarebbe emerso dall'inchiesta per traffico di influenze illecite coordinata dal procuratore aggiunto Luca Turco e della pm Christine Von Borries. Sul registro degli indagati compare oltre a Tiziano Renzi anche il suo ex socio, l'immobiliarista pugliese Luigi Dagostino.  

Le perquisizioni risalgono al 3 ottobre, pochi giorni prima della sentenza di condanna di Tiziano, della moglie Laura Bovoli e dello stesso Dagostino per false fatturazioni. Lunedì il giudice Fabio Gugliotta ha condannato i coniugi Renzi a 1 anno e 9 mesi ciascuno e Dagostino a 2 anni anche per truffa.  

Ieri sera, dopo che in mattina 'La Verità' aveva riportato indiscrezioni sulla perquisizione, gli avvocati difensori Federico Bagattini e Lorenzo Pellegrini, hanno diffuso una nota in cui affermavano: "La Procura di Firenze ha chiesto - la scorsa settimana - la consegna di materiale informatico in riferimento ad un procedimento a carico di Tiziano Renzi. Va detto con grande chiarezza che si tratta di un atto a garanzia, di routine e dovuto. Atto ampiamente atteso dalla difesa. A conferma del fatto che sia stata una normale routine sono le circostanze nelle quali si è svolta: nessun blitz notturno, bensì un accertamento in tarda mattinata e nella massima collaborazione, scandito da un clima assolutamente disteso e rispettoso".  

"I difensori, presenti alle operazioni, hanno consegnato quanto richiesto ed è subito emerso che non vi sia nulla di rilevante e pertinente alla vicenda - continuavano gli avvocati Bagattini e Pellegrini - Per di più il computer prelevato era già stato consegnato agli inquirenti per ben due volte e ad ore tutti i beni saranno restituiti. E’ bene precisare poi che l’ipotesi in potenziale contestazione, pubblicata sui media, non è fondata ed al momento è formulata in maniera molto generica. Tiziano Renzi si è dichiarato disponibile in qualsiasi momento per essere sentito".