India in ginocchio per i monsoni: smottamenti, frane e inondazioni

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La peggiore devastazione da 100 anni: la stagione dei monsoni sta mettendo in ginocchio l’India. Infatti, le strade si sono riempite di acqua, i torrenti sono esondati e molti ponti hanno rischiato di crollare. Una situazione difficile quella registrata nel sud del paese, intorno allo stato di Kerala. Centinaia di persone hanno perso la vita e decine di migliaia di case sono uscite distrutte dalla violenza dell’acqua. Vediamo la situazione a pochi giorni di distanza dal monsone del 18 agosto scorso.

India colpita dai monsoni

Sono ormai otto giorni consecutivi che i monsoni si stanno abbattendo sull’India: la situazione sta diventando seria. Secondo l’ultimo rapporto, redatto dallo chief minister Pinarayi Vijayan, sarebbero almeno 324 le vittime soltanto nello stato di Kerala. Le persone morte nelle ultime 24 ore, invece, sarebbero 106; mentre dall’8 agosto scorso sono almeno 173 le persone decedute. L’ultimo monsone ha colpito il sud dell’India il 18 agosto scorso: sono stati spiegati centinaia di mezzi di soccorso. L’elicottero, ad esempio, è riuscito a mettere in salvo almeno 10 persone che si erano rifugiate sui tetti delle case in attesa dei soccorritori. Il Servizio meteorologico nazionale, infine, mette in guardia sugli possibili sviluppi dei monsoni: nei prossimi giorni si attendono venti forti e abbondanti piogge.

I danni

Nei giorni scorsi è iniziata la conta dei danni: le piogge monsoniche hanno causato numerosi smottamenti e frane, hanno isolato villaggi e inondato territori. Si contano almeno 220 mila persone costrette a lasciare le loro case per recarsi nei campi di emergenza predisposti dalla Protezione Civile. L’aeroporto di Kochin (uno dei più attivi e trafficati dell’India) è rimasto fermo per tre giorni: i voli, infine, resteranno fermi fino al prossimo 26 agosto. Bloccata anche la comunicazione ferroviaria e per i soccorritori le operazioni sono difficoltose: le strade, nella maggior parte, sono impercorribili. Il Governo centrale, per far fronte all’emergenza ha spiegato 16 equipaggi dell’Esercito, 42 della Marina, 20 dell’Aviazione, oltre ai 51 team della National disaster responce force.