India investe 605 mln euro in porto Colombo per bilanciare Cina

·1 minuto per la lettura
Image from askanews web site
Image from askanews web site

Roma, 7 ott. (askanews) - Il conglomerato indiano Adani Group ha firmato un accordo da 605 milioni di euro per costruire un terminal container presso il porto di Colombo, la capitale dello Sri Lanka, in un tentativo - secondo gli analisti - di contrastare la crescente influenza cinese in quest'isola strategica. Lo riferisce oggi il Nikkei.

Il gruppo indiano ha firmato l'accordo con la SLPA, l'autorità portuale cingalese, e con la compagnia privata John Keells Holdings per costruire il West Container Terminal (WCT) del porto, in quello che è stato definito dalla SLPA "il più grande investimento esterno mai ricevuto nel settore portuale".

L'accordo mette parzialmente a tacere le polemiche esplose nel 2019, quando fu messo in un cassetto un memorandum d'intesa con India e Giappone per sviluppare e operare congiuntamente l'East Container Terminal.

Per Nuova Delhi la questione della collocazione geopolitica dello Sri Lanka è cruciale, alla luce della sua strategia indo-pacifica che ha portato il paese a essere parte dell'alleanza QUAD con Giappone, Australia e Stati uniti con l'obiettivo di contrastare la crescente pressione cinese.

Pechino è fortemente presente in Sri Lanka con una serie di progetti infrastrutturali, a partire dal porto di Hambantota costruito con la sua assistenza. Nel 2017 Colombo, soffocata da un debito di quasi 7 miliardi di euro nei confronti della Cina, firmò un accordo che garantisce un affitto di 99 anni di questo scalo strategico meridionale a favore di Pechino. E attualmente la crisi pandemica ha di nuovo messo in ginocchio l'economia cingalese.

Il nostro obiettivo è creare un luogo sicuro e coinvolgente in cui gli utenti possano entrare in contatto per condividere interessi e passioni. Per migliorare l’esperienza della nostra community, sospendiamo temporaneamente i commenti sugli articoli