India sempre più a fondo nel dramma Covid si aggrappa ad aiuti stranieri

Red
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Image from askanews web site
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Roma, 27 apr. (askanews) - A seguito della devastante seconda ondata di Covid che infuria in India, che ha registrato più di 300.000 nuovi casi per il sesto giorno consecutivo, i Paesi di tutto il mondo stanno accorrendo al "capezzale" del gigante asiatico. L'ultimo in termini di tempo è l'Australia. Ma è improbabile che i loro sforzi per inviare ossigeno, farmaci e altri aiuti possano sollevare un sistema sanitario che fa acqua da tutte le parti e porre fine alla catastrofe che si sta consumando sotto gli occhi del mondo intero.

Il ministero della Sanità indiano oggi ha segnalato oltre 320.000 nuovi casi e 2.771 morti. Entrambi i numeri rappresentano un leggero calo rispetto ai massimi record del giorno precedente ma, secondo gli esperti, non è segno che l'epidemia si sta attenuando. La incessante presenza di enormi pire funerarie fin nei parcheggi e nei parchi cittadini è anzi segno che il bilancio ufficiale di quasi 198.000 morti potrebbe essere nettamente sottostimato.

Nelle ultime ore il governo australiano si è aggiunto alla lista dei Paesi che hanno interrotto i voli commerciali con l'India, unendosi a Regno Unito, Canada, Singapore, Usa e molte altre nazioni. Il primo ministro australiano, Scott Morrison, ha annunciato anche che il suo Paese donerà ventilatori e dispositivi di protezione per aiutare l'India a contenere l'epidemia, che rischia di avere conseguenze anche per i Paesi che fanno affidamento sull'India per i rifornimenti del vaccino AstraZeneca.

"È una situazione disperata", ha spiegato al Nyt Ramanan Laxminarayan, fondatore e direttore del Center for Disease Dynamics, Economics & Policy, aggiungendo che le donazioni sono le benvenute ma che potranno solo "scalfire il problema".

Gli esperti temono che parte del problema sia l'emergere di una variante indiana del virus nota come "doppio mutante", B.1.617, perché contiene mutazioni genetiche trovate in altre due versioni difficili da controllare del virus. Una delle mutazioni è presente nella variante altamente contagiosa che ha colpito la California all'inizio di quest'anno; l'altra è simile a quella trovata nella variante dominante in Sudafrica e si ritiene che renda il virus più resistente ai vaccini. Gli scienziati avvertono però che è ancora troppo presto per sapere con certezza quanto sia contagiosa o letale la variante indiana. E a contagiare migliaia di indiani potrebbe essere al momento in larga parte ancora la variante inglese.

Ma chi è sotto scacco oggi è il governo, accusato di una catastrofica gestione dell'epidemia. Soprattutto dall'inizio di quest'anno, quando il primo ministro Narendra Modi si è comportato come se la battaglia contro il virus fosse ormai vinta, organizzando enormi comizi elettorali e consentendo a centinaia di migliaia di persone ad accalcarsi solo giorni fa sulle rive del fiume Gange per la celebre festa religiosa indù di Kumbh Mela e a folle simili di prendere parte alla Festa dei colori.

Ora Modi è stato costretto ad abbandonare repentinamente i toni trionfalistici delle settimane scorse. Domenica ha detto alla radio nazionale che l'India è stata "investita" da una "tempesta". Pazienti Covid stanno morendo soffocati nella capitale, Nuova Delhi e in altre città del Paese perché le scorte di ossigeno degli ospedali sono terminate. Parenti disperati lanciano appelli sui social per cercare di raccogliere informazioni su letti di unità di terapia intensiva e farmaci sperimentali. La gente muore in macchina, davanti agli ospedali e per le strade annaspando in cercare di aria. E come se non bastasse, nel Paese sta prendendo piede un mercato nero per l'ossigeno e vari farmaci fra cui l'antibiotico Redemsivir. Spesso vengono venduti a prezzi folli addirittura farmaci contraffatti.

Modi sembra in questa fase confidare solo nel resto del mondo. Regno Unito, Germania, Francia, Arabia Saudita ed Emirati hanno promesso generatori di ossigeno e ventilatori. Gli Stati Uniti anche materie prime per i vaccini contro il coronavirus. In una conferenza stampa di lunedì, Tedros Adhanom Ghebreyesus, direttore generale dell'Oms, ha definito la situazione in India "oltre il cuore". Nel Paese sono state somministrate più di 140 milioni di prime dosi di vaccino anti Covid, il che significa che l'immunità di gregge è ancora un miraggio per un Paese di un miliardo e 300 milioni di abitanti.