Indigeni dell'Amazzonia a rischio epidemia mortale. Per colpa dell'influenza

Per una popolazione che non è mai stata vaccinata, o non ha avuto precedentemente occasione di contrarre il morbo, anche una piccola influenza può divenire letale. E' quello che si teme possa accadere a una tribù indigena che vive in totale isolamento dal mondo esterno in Amazzonia, di cui alcuni membri, dopo esser venuti a contatto con la civiltà, hanno mostrato i segni di un'influenza potenzialmente mortale per loro e per gli altri indigeni.

In tre particolari occasioni, cinque giovani uomini e due giovani donne della tribù si sono spinti al di fuori delle foreste peruviane, nelle quali da sempre vivono, per venire a contatto con le popolazioni limitrofe, in particolare quella degli Ashaninka nel villaggio di Simpatia, poco oltre il confine dello stato di Acre, in Brasile.

I contatti tra le due popolazioni sono stati cordiali e cortesi, e sono durati diverse ore. Ma i rappresentanti del FUNAI, la fondazione brasiliana che si occupa appunto degli indigeni che vivono nelle foreste senza contatti con la civiltà, hanno tuttavia notato che i sette indigeni mostravano segni di influenza durante una recente visita, quella del 30 giugno. I sette hanno ricevuto cure mediche contro l'influenza e vaccini, nel caso in cui si fossero trovati a fronteggiare altri ceppi del virus, e sono poi tornati nella foresta lo scorso 11 luglio.

La notizia preoccupa i sostenitori perché i gruppi che vivono senza contatti con l'esterno possono rivelarsi molto vulnerabili alle malattie per le quali non hanno difese immunitarie. Va sottolineato poi che non si tratta di gruppi “primitivi” o di popolazioni perdute nei boschi, ma di indigeni consapevoli dell'esistenza di altre popolazioni, che hanno scelto di non entrare a contatto con la civiltà.

Epidemie di malaria e influenza hanno devastato molte altre tribù in passato. Questo particolare gruppo, inoltre, rischia di essere soggetto a violenza e maltrattamenti da parte dei taglialegna e dei trafficanti di droga della regione. Per il tramite degli interpreti, queste sette persone che parlano solo lingua panoane, hanno riferito che quando sono giunti fuori dalle foreste fuggivano da attacchi violenti nel loro territorio. Qualcuno aveva sparato loro dei colpi di pistola nei pressi della sorgente del fiume Envira.

Ora tornano alle loro abitazioni portando con sé dei bacilli che potrebbero generare tra gli altri indigeni una vera e propria epidemia. Le autorità brasiliane stanno lavorando con quelle peruviane per monitorare la situazione e proteggere la zona.