Industrie e Ospedali 5.0, in arrivo nuovi robot

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Potranno 'capire' se chi sta lavorando in una corsia di ospedale o in una fabbrica ha raggiunto un livello di stanchezza troppo alto, sapranno come 'intervenire' per evitare rischi ai lavoratori e saranno in grado di 'affiancarli' o 'guidarli' senza provocare stress psicofisico negli operatori. Sono gli scenari realistici - uno che ricalca un'industria e l'altro un ospedale - su cui saranno studiati nuovi robot dall'Istituto Italiano di Tecnologie e dall'Inail che oggi hanno lanciato il nuovo progetto di ricerca ergoCub. Lo studio di Iit e dell'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro durerà tre anni e di fatto apre nuovi orizzonti verso Industrie e Ospedali 5.0. Con ergoCub, insomma, la robotica entra al servizio della prevenzione. Nei laboratori congiunti di Genova e Monte Porzio Catone saranno ricreati "due scenari realistici - uno industriale e l’altro ospedaliero - per testare gli impatti dei nuovi sistemi robotici" insieme a chi poi dovrà usarli in fabbrica o in una corsia. Con questo progetto si vogliono portare le tecnologie robotiche nell’industria 4.0, "mettendo al centro dell’interazione tra uomo e robot l’accettabilità e il benessere psicofisico dei lavoratori" hanno spiegato Iit e Inail. Per ergoCub saranno investiti dall'Inail 5 milioni di euro per la progettazione e realizzazione di nuovi umanoidi e tecnologie indossabili, in grado di valutare, gestire, ridurre e prevenire il rischio fisico dei lavoratori nei contesti industriali e ospedalieri. La premessa di ergoCub - dove 'ergo' indica l’ergonomia e 'Cub' richiama il nome dell’umanoide bambino iCub di Iit, che sarà la piattaforma di riferimento dello studio - sono la digitalizzazione, l’Internet of Things e gli elementi robotici introdotti nei processi produttivi con la nascita dell’industria 4.0. Al progetto contribuiranno tre dei laboratori di ricerca dell’Iit: il Dynamic Interaction Control lab, coordinato da Daniele Pucci e responsabile del progetto ergoCub per Iit, l’Humanoid Sensing and Perception lab, coordinato da Lorenzo Natale, e iCub Tech Facility, coordinato da Marco Maggiali.

"Non si tratta di un punto di partenza ma della nuova tappa del percorso di collaborazione avviato anni fa con Iit nel segno dell’innovazione tecnologica e che ha già portato a importanti risultati per la prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali e per la riabilitazione degli infortunati" ha detto il presidente dell’Inail, Franco Bettoni. "Nel frattempo -ha osservato - il mondo del lavoro è cambiato profondamente e la scienza ha sviluppato soluzioni sempre più all'avanguardia. Con progetti come questo, noi cerchiamo di creare le condizioni per mettere a disposizione dei lavoratori e del sistema produttivo i risultati di un’attività di ricerca che sia in linea con l’evoluzione tecnologica e possa sempre contribuire a migliorare la vita delle persone".

Per Giorgio Metta, Direttore Scientifico dell'Iit, "questa nuovo progetto supportato da Inail dimostra l’importanza di mettere in rete le eccellenze del nostro Paese, avendo come fine comune le ricadute verso i cittadini, come appunto l’utilizzo della robotica come un’opportunità per migliorare la sicurezza nell’ambiente di lavoro". "Negli anni -ha sottolineato - lo scambio continuo con Inail e il suo staff di ricerca ci ha permesso di trasformare in vera innovazione le tecnologie realizzate nei nostri laboratori, in modo che l’utente finale fosse coinvolto fin dall’inizio". "I successi nella protesica per gli arti superiori sono stato un primo esempio, sono sicuro che anche con i robot umanoidi raggiungeremo traguardi molto importanti" ha auspicato Metta.

Iit e Inali hanno evidenziato che "in questi ecosistemi industriali avanzati, l’interazione tra operatori umani e robot avviene con l’obiettivo di facilitare l’attività lavorativa, determinando la necessità di sistemi di percezione in grado di leggere il movimento dei lavoratori e analizzare i dati relativi alle sollecitazioni fisiche, così da evitare l’insorgenza di infortuni e malattie muscolo-scheletriche". Il nuovo progetto tra Iit e Inail, ha rimarcato Daniele Pucci, coordinatore del Dynamic Interaction Control lab di Iit, ha l’obiettivo "di intervenire proprio in questa direzione, inserendo nell’interazione uomo-robot un nuovo sistema di monitoraggio e risposta a favore della salute del lavoratore". "Metteremo in pratica - ha assicurato Pucci- gli insegnamenti derivati dall’Industria 4.0, quali la necessità di sviluppare una tecnologia robotica che sappia favorire il benessere del lavoratore, non solo fisico ma anche psicosociale. Il nostro approccio sarà quello di introdurre robot umanoidi collaborativi che possano interagire come dei veri compagni di lavoro, dei ‘robot workmates’ in grado di avvertire situazioni anomale, attraverso sistemi avanzati di percezione dello stato fisico dell’essere umano, e intervenire a supporto, anticipando il rischio di errore nel collega umano e gli infortuni dovuti a movimenti continui e ripetitivi". (di Andreana d'Aquino)