Infarto, trovata "porta molecolare" che diminuisce danni... -2-

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Roma, 26 ago. (askanews) - L'attività dei mitocondri tuttavia non è costante, ma deve tenere in considerazione diversi fattori, tra cui la disponibilità di energia, di nutrienti, di ossigeno, nonché il fabbisogno della cellula. Ad esempio, un muscolo a risposo avrà bisogno di meno energia rispetto ad uno in piena attività, così come un organismo nel pieno della sua crescita avrà maggiori richieste rispetto ad un adulto. I mitocondri sono in grado di "percepire" queste necessità e adattare la propria attività di conseguenza. Tuttavia, i meccanismi alla base di questa grande versatilità dei mitocondri sono compresi solo in piccola parte, e non sempre funzionano in modo ottimale. In diverse condizioni patologiche si verifica infatti una "crisi energetica", ossia una condizione in cui i mitocondri sono chiamati a fare gli straordinari.

"Purtroppo, in situazioni estreme i mitocondri non riescono a fornire sufficiente energia -spiega il dottor Diego De Stefani, del Dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Padova e coordinatore della ricerca -, innescando la inevitabile morte della cellula. Questo è quello che si verifica nelle malattie cardiovascolari, come l'infarto cardiaco o l'ictus. Esse sono infatti causate dall'ostruzione di un vaso sanguigno e oggi rappresentano la principale causa di morte nel mondo occidentale. L'interruzione del flusso di sangue determina la riduzione di ossigeno e nutrienti a disposizione dei mitocondri, dando quindi inizio alla crisi energetica. Ma questa nuova scoperta scientifica apre finalmente nuove speranze per fronteggiare queste patologie."

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