Infermieri Bergamo: situazione insostenibile, mancano dispositivi

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Milano, 18 mar. (askanews) - La mancanza di dispositivi di protezione per il personale medico è "insostenibile" e il governo "deve garantire e subito che chi sta prendendosi cura dei cittadini malati di COVID-19, sia protetto nel giusto modo, con le giuste attrezzature e con l'attenzione dovuta alla certezza di venire a contatto col virus". E' quanto affermano i presidenti degli ordini provinciali degli infermieri e dei medici di Bergamo, rispettivamente Gianluca Solitro e Guido Marinoni.

In vista del picco della malattia per non far collassare la Regione, si legge nella nota, c'è bisogno di certezze: DPI adeguati, sostegno al territorio per far fronte ai numerosi casi seguiti a domicilio e nelle RSA, implementazione degli ausili per la somministrazione di ossigeno terapia a domicilio (al momento carenti in tutta la provincia) e non ultimo aumento di medici e infermieri. Allo stato attuale, in una scala di priorità, Bergamo è la provincia d'Italia maggiormente colpita, e come tale ne vanno sostenute e implementate le risorse per evitarne il collasso. A Bergamo un medico e un operatore del 118 sono morti a causa del coronavirus (anche se gli accertamenti definitivi dell'Istituto superiore di Sanità non sono ancora disponibili). In Italia al 16 marzo l'Istituto Superiore di Sanità ha indicato 2339 operatori sanitari infetti, circa la metà in Lombardia e la maggior parte in Lombardia.

Gli infermieri e i professionisti sanitari tutti, hanno bisogno di avere informazioni chiare, concrete e continue sullo stato di evoluzione dell'infezione da COVID19 nel nostro territorio e il riferimento provinciale è ATS alla quale chiediamo indicazioni e azioni a sostegno della tutela dei nostri professionisti e quindi dei cittadini.

"Le manifestazioni di affetto dei cittadini verso medici e infermieri sono sicuramente un grande palliativo alla sofferenza e alla paura che gli operatori provano ogni ora del giorno di fronte a questa situazione: grazie alle persone che lo capiscono e che, anche così, rispettando le regole di sicurezza indicate a livello nazionale, ci aiutano", concludono Solitro e Marinoni.