Infertilità, l'esperto: in 4 donne su 5 è colpa dell'età -2-

Red/Cro

Roma, 9 feb. (askanews) - Il 23 e il 24 febbraio, presso la Leopolda a Firenze, si terrà il 1° Congresso Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita, organizzato da Luca Mencaglia, Medico Specialista in Ginecologia e Ostetricia e Direttore Unità Operativa Complessa Centro PMA USL sud-est Toscana. Tra i focus in programma, le regole italiane ed europee per la donazione di gameti e la diagnosi genetica preimpianto.

Nelle donne la maggior parte dei problemi è legata all'età. Nell'80% dei casi osservati di infertilità, è l'età a rendere complicata la fertilità. Generalmente dopo i 38 anni il rischio aumenta esponenzialmente. Ultime ricerche hanno stabilito che la data della prima gravidanza si è spostata, dal 1970 ad oggi, dai 22 ai 36 anni. "Questo ha anche conseguenze - aggiunge Mencaglia - sul tasso di rimpiazzo della nostra generazione. Noi per sostituire la nostra generazione ogni donna dovrebbe avere due figli (esattamente 2,1). In questo momento in Italia, invece, siamo a 1,3. Questo significa che nel 2050 avremo l'86% di popolazione oltre 80enne, e quindi non attiva da un punto di vista lavorativo. Con conseguenze pericolose anche sul nostro welfare. L'ingresso degli immigrati non cambia molto la situazione: all'inizio vengono con abitudini diverse, con un tasso di gravidanza più alto, ma dopo due anni si adeguano ai nostri tassi perché riscontrano le stesse difficoltà, se non addirittura maggiori". Una correlazione, quella con l'età, che è molto meno forte, invece, nell'uomo. "Basterebbe pensare al caso di Charlie Chaplin - spiega Mencaglia - sicuramente un 25enne è molto più fertile rispetto a un 60enne, ma non è così ingente come nella donna. Il problema quindi è molto minore nel maschio".

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