Influenza “spaziale”: l’epidemia che colpì l’Italia prima del Coronavirus

Coronavirus: prima di lui c'era l'influenza "spaziale"

Il Coronavirus non è la prima epidemia asiatica sconosciuta che colpisce il nostro Paese. Nel 1969 il virus della cosiddetta influenza “spaziale” proveniente da Hong Kong, l’H3N2, afflisse 13 milioni di italiani.

L’influenza spaziale arriva in Italia

L’H3H2 causò 5mila morti. Fu la stampa a dare l’allarme, precisamente il Times di Londra, un anno prima rispetto all’arrivo del virus nel nostro Paese.

La pandemia si diffuse inizialmente in Oriente con epidemie saltuarie di dimensioni contenute fino alla fine del 1968, per poi viaggiare verso gli Stati Uniti, dove il tasso di mortalità schizzò alle stelle. Per nostra fortuna non si registrarono gli stessi numeri in Europa, in Italia la principale causa di morta era attribuibile a polmonite e influenza.

Anticorpi dall’Asiatica

Ci furono tra i 750mila e i 2 milioni di morti, ma dalle stime si colloca fra le influenze virali con meno vittime nella storia dell’umanità. Il virus di Hong Kong aveva un antigene in comune con l’Asiatica del 1957: il neuraminidasi. Per questo motivo si pensò che il suo minore impatto sulla popolazione fosse attribuibile ad un’immunità acquisita nel tempo.

Ancora prima dell’epidemia da Hong Kong, nel 1957, c’è stata la H2N2 meglio conosciuta come influenza Asiatica. La popolazione non aveva sufficienti difese per contrastarla, tranne le persone con più di 70 anni, al contrario di quanto stia accadendo con il Coronavirus.

Polmonite come per il Coronavirus

Anche in questa occasione, furono principalmente le polmoniti virali a risultare fatali per chi contraesse il virus, i meno colpiti furono i soggetti sani. L’epidemia coinvolse circa 250mila persone nella sola Hong Kong. Dopo undici anni, l’H2N2 scomparve e venne sostituito dall’H3N2.

Eppure, il Coronavirus che tanto ci spaventa ha fatto meno morti di epidemie importanti come SARS e MERS, che negli anni 2000 hanno seminato il panico a livello mondiale.