InfoJobs.it, per 79% non importante se capo è uomo o donna

Milano, 1 ago. (Labitalia) - Il rapporto tra uomini e donne sul posto di lavoro è meno complicato di quanto spesso si creda. Il 79% degli uomini e il 78% delle donne intervistate, infatti, dichiara di non curarsi del sesso del proprio capo o responsabile, purché sia competente e disponibile.

E' quanto emerge da un'indagine condotta da InfoJobs.it, la principale realtà italiana ed europea nel settore del recruiting online per numero di offerte di lavoro, traffico Internet e numero di cv in database. Le survey sono state realizzate sulla base delle risposte collezionate dalla piattaforma online di InfoJobs.it e hanno raccolto il sentiment, le opinioni e i bisogni sia di coloro che sono alla ricerca di un'occupazione sia di chi, al contrario, offre lavoro. Le risposte e i temi emersi delineano uno scenario interessante: dal ruolo di assistenti e segretarie ai bisogni delle mamme che lavorano, dal 'dress code' in ufficio alla 'lotta tra i sessi'.

Per quanto riguarda le relazioni lavorative 'alla pari', poi, emerge un deciso interesse per la creazione di un ambiente lavorativo vario: il 53% delle donne ha dichiarato di preferire colleghi dell'altro sesso e il 54% degli uomini, a sua volta, colleghe donne. Entrambi gli 'emisferi' cercano un ambiente lavorativo più ricco e aperto al confronto, che possa creare un vantaggio competitivo grazie all'unione sia dalle caratteristiche peculiari delle donne, più propense a precisione e puntualità, che di quelle maschili, più orientati alla fermezza e con una maggiore capacità di scindere vita professionale e privata.

La condizione delle donne sul lavoro risulta ancora svantaggiata sotto alcuni punti di vista, soprattutto per quanto riguarda le politiche relative alla maternità e alla flessibilità. Molte mamme lavoratrici, infatti, hanno dichiarato di essere state costrette a rinunciare al proprio posto di lavoro a causa dell'impossibilità di ottenere un contratto part-time (63%), per mancanza di un servizio di asilo nido aziendale o della possibilità di lavorare da casa (14%) e per ovviare al pagamento di una baby sitter a tempo pieno, che sarebbe al di là delle proprie possibilità (40%). Secondo la maggioranza delle intervistate, la migliore soluzione per le mamme lavoratrici sarebbe l'introduzione di orari flessibili, che si tradurrebbe in una conseguente maggiore produttività e motivazione (secondo il 57% del campione), diminuzione dello stress (19%) e dei tassi di ritardo e assenteismo (16%).

Per ciò che riguarda, infine, le regole della buona convivenza e il rispetto reciproco sul posto di lavoro, InfoJobs.it ha analizzato le politiche di 'dress code' in azienda e come queste vendono percepite dai dipendenti. Il sondaggio evidenzia come le norme del buon gusto restino un 'must' per l'87% degli intervistati, che rimane fedele al tradizionale 'l'abito fa il monaco'. Solo il 7% professa la libertà di ciascuno di indossare ciò che preferisce, indipendentemente dall'occasione. Sono per lo più gli italiani ad appoggiare il compromesso tra il gusto personale nel vestire e la realtà lavorativa come mezzo per sentirsi a proprio agio in ufficio e creare un ambiente rilassato sul posto di lavoro.

"Tirando le somme di quanto si evince dei più recenti sondaggi condotti attraverso il sito di Infojobs.it, gli italiani ricercano un ambiente lavorativo sereno e produttivo e hanno le idee chiare su come realizzare questa aspirazione: valorizzando le diversità (che siano di competenze, di abbigliamento o personalità) in un contesto di rispetto reciproco", dichiara Vittorio Maffei, managing director di InfoJobs.it. "Non sempre, però, è facile - spiega - passare dalla teoria alla pratica. In particolare, per quanto riguarda le necessità dell'universo 'mamme lavoratrici', c'è ancora molto lavoro da fare per giungere a un equilibrio tra aspettative, bisogni e realtà".

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