Infortunio Zaniolo, fisioterapista: non accelerare tempi di recupero -2-

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Roma, 14 gen. (askanews) - "Ovviamente il rischio di recidiva è parecchio più alto se il ginocchio non è ancora pronto- chiarisce Piazze- Il giocatore che rientra prima degli altri 'comuni mortali' lo fa esclusivamente per fattori ambientali esterni come possono essere il contratto, la pressione del club e dei media, perché non esistono panacee e miracoli che possano ridurre i tempi di recupero: che una persona si chiami Nicolò Zaniolo o si chiami Mario Rossi, il ginocchio reagisce organicamente nello stesso modo. Semmai può avere delle performance diverse e può avere bisogno di una maggiore assistenza, potendo dedicare più tempo agli allenamenti e avendo una capacità motoria diversa". Il prossimo 12 giugno prende il via proprio a Roma l'Europeo di calcio. La speranza sarebbe quella di vedere Zaniolo in campo, d'altronde "i tempi di recupero sono compatibili". E il 'confronto' con Francesco Totti, che rientrò in campo nel Mondiale del 2006 dopo una frattura alla caviglia subita a febbraio è già partito. "Ma sono due infortuni di tipo diversi: non si può fare un parallelo, visto che i tempi di risposta cambiano significativamente. L'obiettivo dell'Europeo è alla portata e i tempi per riprendersi ci sono. Certo, Zaniolo avrà un super lavoro da fare". Ci sono delle tecnologie innovative che possono aiutare chi è colpito da infortuni di questo tipo? "Sì, penso ad esempio all'AlterG. Si tratta- spiega il presidente del GIS Sport- di un tapis roulant a gestione del carico, frutto di studi della Nasa negli ultimi 20 anni, su cui l'atleta può correre con dei flussi d'aria che sottraggono il carico, possiamo dire quasi in assenza di gravità. Non fa guarire prima il legamento ma permette di far riprendere in anticipo la camminata, con benefici sul tono muscolare e sulla capacità di riproporre uno schema motorio corretto. Si riesce in questo modo a riportare l'atleta ai livelli di cui ha bisogno, aiutando il fisioterapista a lavorare ad alti livelli".