Infrastrutture, Toti: da autonomista sto diventando indipendentista

Red/Cro-Mpd

Roma, 9 gen. (askanews) - Per superare l'emergenza infrastrutturale ligure "la Regione c'è, sto cercando di fare tutto il possibile ma ognuno si deve assumere le proprie responsabilità e anche nel dibattito politico bisogna iniziare ad indicare le responsabilità. Io sono autonomista fin da ragazzo ma sto diventando indipendentista a forza avere un dialogo impossibile con i governi che si sono succeduti alla guida del Paese". Così il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti durante il dibattito in corso con il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia presso il Casinò di Sanremo.

"La Liguria - ha affermato Toti - è il primo polo logistico del Paese e la politica deve fornire le infrastrutture necessarie a progettare il futuro. Si pensi a cosa sarebbe questo paese se si sbloccassero i cantieri già progettati, quanti giovani troverebbero lavoro, altro che reddito di cittadinanza. Ci sono cantieri che potrebbero partire domani mattina: la variante Aurelia a Sanremo, il raddoppio della ferrovia del ponente, il nodo di Genova, il Terzo Valico, la Pontremolese a Spezia. Tutto questo vale alcune decine miliardi di investimenti: se tutto questo partisse domani, avremmo alcuni punti di Pil in più, una visione del futuro diversa e centinaia di migliaia di occupati in più in questo territorio".

"Se la vicinanza della Regione è stata sentita in questo territorio - ha aggiunto Toti - è perché abbiamo fatto quello che dovevamo, assumendoci le nostre responsabilità. Questo non è accaduto a livello nazionale perché spesso la caccia al colpevole è più semplice rispetto alla ricerca delle soluzioni ai problemi".