Inizia il processo sulle provette di Alex Schwazer. L'allenatore denuncia: "Vittima di una congiura infame"

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“Alex è stato vittima di una congiura infame, eliminato per vendetta”. È l’attacco di Sandro Donati, l’allenatore di Alex Schwazer. “Sin dal primo momento sono stato sicuro della sua innocenza”. E l’estraneità ai fatti di cui è stato accusato il marciatore potrebbe essere dimostrata dalla perizia effettuata per il tribunale dai carabinieri del Ris di Parma. L’analisi verrà discussa oggi, 12 settembre, nel pomeriggio, al tribunale di Bolzano, davanti al gip Walter Pelino. 

La storia che ha coinvolto lo sportivo, risultato positivo ad un controllo antidoping a sorpresa nel 2016, alla vigilia dell’Olimpiade di Rio de Janeiro che fu poi costretto a saltare, potrebbe avere oggi una svolta decisiva in favore del campione olimpico di marcia. La perizia dei Ris, infatti, si legge sul Corriere della Sera, proverebbe che “le analisi effettuate nel 2016 sull’urina dell’atleta sono state manomesse”. 

Il colonnello Giampietro Lago è il responsabile della perizia durata molti mesi ed effettuata su 100 soggetti di diverse fasce d’età, i cui parametri di concentrazione del Dna sono stati poi confrontati con i valori di Schwazer. Ed è proprio stato Lago ad affermare che la perizia “ha evidenziato in modo chiaro delle anomalie clamorose, che non possono essere spiegate fisiologicamente”. E il colonnello ha spiegato anche il perché le anomalie ritrovate non possano essere spiegate fisiologicamente. Si legge sul Corriere

″(...)si può supportare fortemente l’ipotesi — si legge per esempio al punto 2 della perizia — di un decadimento del Dna estratto dall’urina per effetto del congelamento del tempo”. In sostanza, il valore di Dna di Schwazer analizzato nel 2018 avrebbe dovuto essere molto più basso rispetto all’analisi del 2016, invece è accaduto esattamente il contrario: un dato inverosimile.

Il colonnello ha poi aggiunto, al punto 3 della perizia, che nei soggetti giovani, come è il caso di Schwazer, “si ritiene...

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