Iniziata la vaccinazione in Vaticano, il Papa dopo i sanitari

Red
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Image from askanews web site
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Città del Vaticano, 13 gen. (askanews) - E' iniziata questa mattina in Vaticano la vaccinazione Pfizer contro il coronavirus.

"Secondo quanto già comunicato dalla Direzione Sanità e Igiene, questa mattina ha avuto inizio la campagna di vaccinazione contro il COVID-19 nell'atrio dell'Aula Paolo VI", ha detto il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni rispondendo alle domande dei giornalisti.

Il piano di vaccinazione è destinato alla popolazione residente nello Stato e ai suoi dipendenti.

L'84enne Papa Francesco, che dall'inizio della pandemia ha seguito le istruzioni delle autorità sanitarie ma ha sempre fatto resistenza, ancora negli ultimi giorni, a indossare la mascherina, sarà senz'altro vaccinato, dopo il personale sanitario e coloro, come i gendarmi, che sono a stretto contatto con il pubblico. "C'è un negazionismo suicida che io non saprei spiegare, ma oggi si deve prendere il vaccino", ha detto Papa Francesco che, in un'intervista esclusiva rilasciata la scorsa settimana a Fabio Marchese Ragona per il Tg5, ha spiegato: "Non so perché qualcuno dice: 'no, il vaccino è pericoloso', ma se te lo presentano i medici come una cosa che può andare bene, che non ha dei pericoli speciali, perché non prenderlo?". E ha aggiunto: "Io credo che eticamente tutti debbano prendere il vaccino, è un'opzione etica, perché tu ti giochi la salute, la vita, ma ti giochi anche la vita di altri". Bergoglio ha annunciato che lui stesso farà il vaccino nei prossimi giorni quando in Vaticano arriveranno le dosi per tutti gli abitanti e i dipendenti dello Stato più piccolo del mondo. "La settimana prossima - ha affermato il Papa - inizieremo a farlo qui ed io mi sono prenotato, si deve fare". Francesco ha poi raccontato che "quando ero bambino ricordo che c'è stata la crisi della poliomelite e tanti bambini sono poi rimasti paralitici per questo e c'era la disperazione per fare il vaccino. Quando è uscito il vaccino te lo davano con lo zucchero e c'erano tante mamme disperate. Poi noi siamo cresciuti all'ombra dei vaccini, per il morbillo, per quello, per quell'altro, vaccini che ci davano da bambini".

Jorge Mario Bergoglio ha pià volte fatto appello alla politica mondiale affinché eviti discriminazioni o speculazioni sul vaccino: "Mentre si opera l'assistenza caritativa, bisogna combattere anche questa povertà farmaceutica, in particolare con un'ampia diffusione nel mondo dei nuovi vaccini", ha avuto a dire. La pandemia ha generato "grave crisi economica, che genera ancora poveri e famiglie che non sanno come andare avanti", ha detto il papa. "Sarebbe triste se si desse priorità ai ricchi o se diventasse proprietà di singole nazioni".

Sugli aspetti etici del vaccino è intervenuta anche la congregazione per la Dottrina della fede, per sgombrare il campo dai dubbi di chi ha fatto riferimento all'utilizzo di cellule provenienti da un remoto aborto per la sua elaborazione. "Quando non sono disponibili vaccini contro il Covid 19 eticamente ineccepibili» è «moralmente accettabile utilizzare i vaccini anti-Covid 19 che hanno usato linee cellulari provenienti da feti abortiti nel loro processo di ricerca e produzione", ha detto il dicastero vaticano in una "Nota sulla moralità dell'uso di alcuni vaccini anti-Covid 19" pubblicata il 21 dicembre.

Quanto alla campagna vaccinale vaticana, a superivsionarla è la Direzione di Sanità ed Igiene del Governatorato vaticano, guidata dal professore Andrea Arcangeli. "Si è scelto di iniziare con il vaccino prodotto dall'azienda farmaceutica Pfizer, il primo a essere introdotto nell'impiego clinico, che ha dimostrato di essere efficace al 95%", ha spiegato in una recente intervista a Vatican News. "Successivamente potranno essere introdotti altri vaccini prodotti con diverse metodiche dopo averne valutato l'efficacia e la piena sicurezza". Secondo Arcengali, "è comprensibile che ci possano essere dei timori per un vaccino che è stato sviluppato in così breve tempo, ma sono stati effettuati dei test molto rigorosi sulla sicurezza e vi sono le garanzie fornite dalle autorità sanitarie mondiali che prima di concedere l'autorizzazione al commercio conducono degli studi molto rigorosi. Inoltre, bisogna tenere conto che tutti i vaccini possono causare degli effetti collaterali, che generalmente si limitano a reazioni locali (essi consistono essenzialmente in dolore e tumefazione nella sede di iniezione). In alcuni casi si possono manifestare anche febbre e cefalea. Anche dopo l'iniezione del vaccino anti COVID-19 è stata descritta la comparsa di questi possibili effetti avversi".