Iniziata in tribunale Bruxelles azione legale Ue contro AstraZeneca

di Francesco Guarascio
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Una fiala del Vaccino AstraZeneca sopra a una bandiera dell'Unione europea

di Francesco Guarascio

BRUXELLES (Reuters) - È iniziata a Bruxelles la causa avviata dalla Commissione Ue nei confronti di AstraZeneca per le forniture del vaccino anticovid, con i legali del blocco che richiedono consegne immediate da tutti i siti produttivi, anche in Gran Bretagna.

Il caso presentato alla corte belga è l'ultimo colpo di scena nella disputa la casa farmaceutica anglo-svedese e la Ue, che accusa l'azienda di non essere stata in grado di rispettare il contratto di fornitura.

Con la pandemia che infuria ancora in tutto il continente, il vaccino Astrazeneca è considerato una parte fondamentale della campagna di immunizzazione europea e un mezzo per inviare i vaccini ai Paesi più poveri, grazie alla più semplice conservazione del composto.

Ma i tagli e i ritardi nelle consegne di AstraZeneca hanno pesato sulla campagna vaccinale, più lenta rispetto a quella di Gran Bretagna, Stati Uniti e Israele.

Un legale della Commissione Ue ha detto durante l'udienza che il blocco pretende consegne immediate da tutti gli stabilimenti elencati nel contratto, tra cui quelli in Gran Bretagna, che non fa più parte dell'Unione.

Un avvocato che rappresenta AstraZeneca ha replicato nel corso dell'udienza, che è pubblica e condotta mediante procedura di urgenza, che il contratto non include alcun obbligo di inviare i vaccini da tutti i siti di produzione.

L'azienda conta stabilimenti in Belgio e Paesi Bassi, ma anche in Gran Bretagna, che ha contribuito allo sviluppo del vaccino a doppia dose.

"AstraZeneca accoglie con profondo rammarico la decisione della Commissione europea di avviare questa azione legale in relazione all'accordo di fornitura dei vaccini anticovid. Ci auguriamo di risolvere questo contenzioso il prima possibile", ha detto Hakim Boularbah, legale dell'azienda.

La Commissione ha avviato una procedura nei confronti dell'azienda per aver mancato gli obblighi contrattuali per la fornitura dei vaccini contro il Covid-19 e per non avere un piano "affidabile" che garantisca consegne puntuali.

La prima udienza è terminata appena dopo un'ora e le parti hanno concordato di tenere altre due udienze il 26 maggio. I giudici puntano a prendere una decisione a giugno.

(Tradotto in redazione a Danzica da Michela Piersimoni, in redazione a Roma Francesca Piscioneri, michela.piersimoni@thomsonreuters.com, +48 587696616)