Inondazioni in Pakistan, a Ginevra le Nazioni Unite cercano i fondi per la ricostruzione

Mentre il Pakistan lotta ancora per fronteggiare le devastanti conseguenze delle inondazioni della scorsa estate, le Nazioni Unite organizzano a Ginevra una conferenza nella speranza di riuscire a raccogliere fondi per la ricostruzione. La nazione asiatica, infatti, deve trovare i mezzi per potersi risollevare dopo la catastrofe, dipesa secondo gli esperti dai cambiamenti climatici.

Le inondazioni in Pakistan hanno ucciso più di 1.700 persone

Numerosi studi scientifici hanno infatti spiegato che la crescita della temperatura media globale procherà un aumento della frequenza e dell'intensità degli eventi meteorologici estremi. Nel caso di quello che ha colpito il Pakistan, il bilancio è stato drammatico: sono più 1.700 le persone rimaste uccise, alle quali si aggiungono circa 8 milioni di profughi.

Ciò costringerà il governo di Islamabad, secondo quanto spiegato a Ginevra dal segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, a dipendere a lungo dagli aiuti internazionali. "Dobbiamo rispondere agli sforzi eroici del popolo pakistano - ha sottolineato il diplomatico portoghese - rimboccandoci le maniche e garantendo importanti investimenti per mettere in sicurezza le loro comunità in futuro. La ricostruzione attuale del Pakistan, in chiave resiliente, costerà oltre 16 miliardi di dollari, ma molto di più sarà necessario sul lungo termine".

Per la ricostruzione serviranno 16 miliardi di dollari

La nazione asiatica spera che circa la metà dell'importo richiesto venga stanziata dalla comunità internazionale. Il presidente della Francia Emmanuel Macron ha affermato che il suo Paese è proto a fare la sua parte: "Abbiamo deciso di stanziare a favore del Pakistan un totale di 360 milioni di euro per vari progetti, che verranno lanciati per affrontare la sfida della ricostruzione resiliente e dell'adattamento climatico".

La conferenza di Ginevra rappresenta in questo senso anche un banco di prova per comprendere se i Paesi più ricchi della Terra siano davvero pronti ad aiutare quelli in via di sviluppo a fronteggiare le conseguenze del riscaldamento globale, come promesso alla 27esima Conferenza mondiale sul clima delle Nazioni Unite (la Cop27) che si è tenuta in Egitto nello scorso mese di novembre. Benché siano i meno responsabili delle emissioni mondiali di gas ad effetto serra, infatti, numerosi Stati poveri della Terra ne patiscono le conseguenze peggiori.