Inpgi: minoranza Giunta Fnsi, ‘non aderiamo a proteste davanti a ministero Lavoro'

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Roma, 30 giu. (Adnkronos) – "La Giunta della Fnsi è stata convocata in sede per stamattina alle 10. Si parla di un contratto di lavoro minore. Poi apprendiamo dalla newsletter del sindacato che ci sarà una conferenza stampa davanti al Ministero del Lavoro dal titolo: 'Il destino dell’Inpgi e il futuro dell’informazione', cui parteciperanno il presidente della Fnsi, Beppe Giulietti, il segretario, Raffaele Lorusso, la presidente dell’Inpgi, Marina Macelloni, e la Giunta Fnsi. Tra l’altro non si capisce come mai se il fulcro della protesta è l’Inpgi, sia stata chiamata la Giunta Fnsi e non il CdA dell’Inpgi". E' quanto si legge in un comunicato dei consiglieri di minoranza della Giunta della Fnsi.

"Sicuramente il nostro Istituto di previdenza -si legge nella nota firmata da Anna Russo, Massimo Alberizzi, Cristiano Fantauzzi- è qualcosa di assai importante per i giornalisti, soprattutto per i più giovani che rischiano di ricevere una pensione di pura sopravvivenza. Ma in queste condizioni francamente non ce la sentiamo di protestare davanti agli uffici del ministro Andrea Orlando, impegnato in vertenze molto più pesanti sul piano sociale di quelle dei giornalisti. Dall’Ilva, alla Whirlpool, alle trattative sullo stop ai licenziamenti del dopo Covid, per citarne solo qualcuna. Noi non ci saremo, anche perché un sindacato e un Istituto di previdenza che si rispettino dovrebbero essere dentro il ministero a trattare con il Ministro e non fuori a protestare contro il Ministro. Manca da parte del sindacato quel minimo di autocritica che sarebbe doveroso in un momento di emergenza e urgenza come l’attuale".

"Dare la colpa di tutti i mali dell’editoria alla crisi del settore è francamente surreale. Errori, grossi errori sono stati fatti anche dal sindacato. E tanti. Con tutto il rispetto possibile, scendere in piazza per difendere anche il salario e le annesse prebende della presidente dell’Inpgi, superiori e, di molto, a quelle del suo omologo all’Inps e persino più alte dell’appannaggio del presidente della Repubblica, lo riteniamo immorale. Certo -concludono i consiglieri di minoranza- che se i dirigenti del sindacato avessero ascoltato di più le opposizioni non saremmo in queste condizioni disperate. Invece di criminalizzare gli avversari e le loro idee un minimo di attenzione forse sarebbe stato indice di saggezza".

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