Inps: Cida, bene appello Tridico per separare previdenza e assistenza

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Roma, 12 lug. (Labitalia) – "La separazione fra spesa pensionistica e quella assistenziale è stata sempre considerata fondamentale da Cida per una corretta valutazione delle modalità di finanziamento e dei confronti internazionali: condividiamo quindi l’appello formulato oggi dal presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, per una celere conclusione dei lavori della Commissione tecnica appositamente istituita”. Lo ha detto il presidente della Confederazione dei dirigenti pubblici e privati e delle alte professionalità (Cida), Mario Mantovani, commentando la relazione annuale dell’istituto previdenziale.

“Apprezziamo l’auspicio di Tridico per riconsiderare ‘l’ammontare della spesa pensionistica del nostro paese nei confronti statistici europei ed internazionali’, anche per mettere a tacere -prosegue il presidente di Cida- quelle voci allarmistiche che puntualmente si alzano per motivare e tentare di giustificare i ripetuti ‘contributi di solidarietà’ o blocchi delle perequazioni che hanno troppo spesso colpito i pensionati con redditi medio-alti".

“Per quanto riguarda la flessibilità in uscita, altro tema sviluppato da Tridico e che interessa molto la categoria dei manager, più volte abbiamo sostenuto -prosegue Mantovani- la necessità di interventi tempestivi e selettivi per superare il vuoto normativo dopo ‘quota 100’. Certamente, come ha rimarcato il presidente dell’Inps, va ricercata una soluzione che non dissesti il quadro finanziario. A nostro avviso dall’analisi manca il fattore ‘previdenza complementare’, quel famoso ‘secondo pilastro’ che può soddisfare le esigenze di flessibilità del lavoratore, senza compromettere l’equilibrio dei conti pubblici. In tal senso sarebbe utile alzare il limite della deducibilità fiscale degli investimenti in previdenza complementare, da anni fermo ad un ‘tetto’ di poco superiore ai 5mila euro". "Più in generale, per parlare di flessibilità in uscita con una visione pragmatica, occorre partire dal lavoro, in particolare per i giovani e le donne, poi migliorare e implementare tutti gli strumenti già in essere a sostegno della vita contributiva del lavoratore e, infine, evitare formule punitive per chi ha versato contributi previdenziali rilevanti ed è costretto ad anticipare il pensionamento”, conclude Mantovani.

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