Grilli e paté di vermi: arriva il cibo del futuro

Al Future Food District hanno le idee chiare: il futuro sarà a base di insetti. Nel supermercato che verrà realizzato dallo studio di Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del MIT di Boston e dalla Coop, sembra che si sia trovata una risposta al messaggio lanciato dall'Expo, "nutrire il pianeta". E, mentre in Asia si mangiano insetti già da molto tempo, in Europa questo genere alimentare stenta un po' a prendere piede (colpa anche delle norme sanitarie che sequestrano i menu a base di insetti nei ristoranti).

Quale migliore cornice dell'Expo per presentare dunque il paté di grillo o il kebab di scarafaggi? Tra i menu poco economici e poco calorici, ecco spuntare le bustine di "Crispy Giant Grasshoppers", simili a quelle delle albicocche essiccate, ma ripiene di scarafaggi. Le cavallette vengono servite quasi fossero gamberetti adagiati su un piatto di insalata. Tutto ciò è mostrato in una teca di vetro chiusa a chiave: sì, perché questi prodotti non sono in vendita.


Il Future food district li ha ricevuti dalla Società Umanitaria: lo scopo è quello di creare un movimento di massa a favore degli alimenti di cui in futuro disporremo in abbondanza, ma che oggi ci rifiutiamo di accogliere in tavola, anche se già due miliardi di persone oggi mangiano insetti, dicono.
In futuro, quando il tonno sarà sparito, serviremo al suo posto "Bacherozzi d'acqua giganti in salsa di peperoncino". Useremo della vodka allo scorpione per socializzare. I vermi di bambù saranno il nuovo sushi.


"L'allevamento e il consumo di insetti commestibili sono una delle vie da percorrere per nutrire il Pianeta", sostiene la Società Umanitaria. "Una risposta concreta, accessibile e sostenibile per ridurre la fame nel mondo, salvare la Terra e garantire un futuro alle nuove generazioni".