Insulti contro i napoletani? Ora si può fare querela in Comune

Uno sportello online cui chiunque, compilando un form, potrà rivolgersi per denunciare articoli, post social o offese a Napoli e ai napoletani. (Credits – Flickr/Antonio Manfredonio)

Uno sportello per denunciare gli insulti… alla città. No, non è uno scherzo, ma l’ultima iniziativa del sindaco di Napoli Luigi de Magistris che, assieme alla delegata Flavia Sorrentino, che si occupa di Autonomia della Città di Napoli, ha presentato lo sportello online “Difendi la città”.

“Da tempo ma sempre più spesso si assiste ad una narrazione distorta e a volte diffamatoria della città di Napoli rendendola oggetto di pregiudizi, stereotipi e dannose generalizzazioni” si legge sul sito del Comune e da qui la scelta del sindaco. Uno sportello online cui chiunque, compilando un form, potrà rivolgersi per denunciare articoli, post social o offese a Napoli e ai napoletani. Uno sportello, dunque, nato “per raccogliere le segnalazioni dei cittadini napoletani relative alle offese contro Napoli, chiedendo attraverso gli uffici comunali interessati precisazioni ed apposita rettifica ma eventualmente avviando, previa attenta valutazione dell’Avvocatura comunale, iniziative legali per tutelare la dignità del territorio, l’immagine e la reputazione della città di Napoli e del popolo partenopeo” scrive sempre il Comune.

De Magistris si difende dalle accuse di vittimismo, sottolineando come “è bene precisare che qui parliamo di casi di mistificazione, diffamazione che saranno ben distinti dalle critiche. Lo sportello farà consolidare l’orgoglio partenopeo. Non è un atteggiamento da presuntuosi ma, appunto, da partenopei. Non ci sentiamo un ghetto né affetti da manie di persecuzione ma vogliamo rimettere apposto i fatti. Quotidianamente ci imbattiamo in azioni che ledono l’immagine della città e che tentano di frenare le potenzialità, gli investimenti economici. Noi vogliamo ricostruire le verità sfregiate”.

Ora, però, sarà interessante capire chi e come deciderà quali sono offese gratuite e diffamanti e quali, invece, sono critiche o una visione realistica di Napoli. Così come si dovrà capire se a venir attaccate saranno anche le opere artistiche che danno una visione non certo positiva di Napoli e dei napoletani. Per esempio, “Gomorra” potrà venir querelato per diffamazione, o de Magistris dovrà accettare che la visione della sua città mostrate nel film è realistica? E le canzoni e i romanzi, dovranno venir scritti politicamente corretti, o si potrà fare satira e ironia sul capoluogo campano?

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