Insulti razzisti a una giocatrice e la partita viene spostata in un'altra sede

Fortunato Serrano' / AGF

AGI - Gli insulti razzisti contro una giovane giocatrice di pallavolo nera durante una partita fra due squadre universitarie nello Utah hanno spinto gli organizzatori del torneo a spostare la partita in un'altra sede.

Secondo quanto riferisce la stampa locale, Rachel Richardson, 19 anni, che gioca nella squadra della Duke University, era oggetto di urla e minacce razziste ogni volta che doveva servire o che toccava la palla da un sostenitore della squadra della Rider, in un torneo organizzato dall'università di Salt Lake City, la BYU.

In seguito a quanto accaduto, il tifoso è stato identificato e allontanato dagli organizzatori, che hanno spostato la partita e si sono scusati con la giocatrice offesa. Come ha raccontato su Twitter la madrina della giocatrice, Lesa Pamplin, un uomo bianco ha minacciato la sua figlioccia, consigliandole di guardarsi le spalle alla fine della partita: un agente di polizia ha dovuto scortare la squadra, ha raccontato ancora.

In un comunicato, la BYU ha sottolineato il suo impegno contro il razzismo e di avere escluso il tifoso in questione da tutte le partite della BYU Athletic. La partita è stata vinta per 3 a 1 da Duke, anche grazie ai tre "ace" della diciannovenne Richardson, segnalano le cronache sportive.