Insulti social contro Liliana Segre, la condanna del mondo politico

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Sono circa duecento gli insulti sui social network che la senatrice a vita Liliana Segre riceve ogni giorno da parte di utenti vicini alle posizioni antisemite o a quelle dell’estrema destra. È ciò che emerge da un’analisi effettuata dall’Osservatorio antisemitismo, che riportai continui messaggi di odio e di intolleranza ricevuti quotidianamente dalla senatrice 89enne, sopravvissuta all’Olocausto e nota per il suo impegno sociale contro ogni genere di discriminazione.

Insulti social contro Liliana Segre

Sul caso si è espressa la stessa senatrice a vita, che interpellata in merito ha dichiarato: “Non ho Facebook, non sono sui social, e per essi non ho nessuna passione, ma mi sono resa conto che i linguaggi di odio sono molto diffusi e per questo appena nominata senatrice a vita [19 gennaio 2018 ndr] sono stata la prima firmataria di una Commissione parlamentare di indirizzo e controllo sui fenomeni di intolleranza, razzismo e antisemitismo e istigazione all’odio e alla violenza. Una strada che sto percorrendo contro i discorsi dell’odio”.

Il reato previsto dalla Legge Mancino

Gli insulti cui è quotidianamente oggetto Liliana Segre possono attualmente essere puniti con il reato di diffamazione, assieme alle aggravanti del caso previste dalla cosiddetta Legge Mancino. Contando infatti come diffamazione anche quella attuata attraverso i social, nei casi di discriminazione razziale, religiosa o etnica scatta l’intervento della suddetta legge, nata nell’aprile del 1993 proprio per contrastare i crimini d’odio e che all’articolo 3 recita come segue riguardo alle sue finalità: “Per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena è aumentata fino alla metà”.

I messaggi dal mondo politico

Al diffondersi dell’analisi dell’Osservatorio antisemitismo sono immediatamente giunte le condanne di tutto il mondo politico e istituzionale, che all’unanimità si è schierato dalla parte della senatrice. Intervenuto dalla giornata nazionale del folklore e delle tradizioni popolari, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha dichiarato: “Inviterò tutte le forze politiche che stanno in Parlamento a mettersi d’accordo per introdurre norme contro il linguaggio dell’odio. Via social e a tutti i livelli”.

Condanna anche dalla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati: “I messaggi carichi di odio che ogni giorno vengono rivolti all’indirizzo della senatrice Liliana Segre sono un insulto alla storia e alle istituzioni di un Paese che sul rifiuto dell’antisemitismo e sul ripudio della violenza ha eretto la sua architettura democratica e ritrovato la pace, la libertà e il progresso”, mentre su Facebook il segretario del Pd Nicola Zingaretti scongiura l’ingresso del Paese in una nuova età oscura: “Schifato. Non trovo termine più adatto per commentare i continui insulti che la senatrice Liliana Segre riceve ogni giorno in rete. La mia solidarietà, e quella di tutti i democratici. Sono insulti antisemiti o di genere che non possono passare più inosservati. Stiamo entrando negli anni venti del nuovo millennio: nessuno si tiri indietro affinché siano anni di pace, di rispetto della dignità umana e di valorizzazione delle differenze. Grazie anche questa volta per il suo coraggio, a una grande donna italiana! Lei non sarà mai sola”.

Su Twitter arriva anche il messaggio del leader di Italia Viva Matteo Renzi, che afferma: “Chi attacca Liliana Segre non sta attaccando una donna, una sopravvissuta all’Olocausto, un simbolo, una senatrice a vita. No! Chi attacca Liliana Segre sta attaccando se stesso: perché noi siamo tutti Liliana Segre. E da questa donna minuta abbiamo tutti solo da imparare”.