Intelligenza artificiale, convegno in Vaticano per carta etica

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Città del Vaticano, 26 feb. (askanews) - Saranno tre giorni intensi di confronto in Vaticano che culmineranno il 28 febbraio con la firma, nell'Auditorium della Conciliazione, di una "call for ethics", un testo condiviso sul rapporto tra etica e tecnologia che farà da guida alle future evoluzioni del settore e che sarà presentato a Papa Francesco. Questo il Convegno dal titolo "Il buon algoritmo? Intelligenza artificiale: etica, legge, salute", al via oggi pèomeriggio in Vaticano.

Diverse le tematiche in programma: il confronto con il mondo della salute e della medicina, le implicazioni legate al diritto e alla privacy e in primo piano lo spazio e le problematiche che coinvolgono la sfera etica. Tra i relatori della prima giornata provenienti da Germania, Stati Uniti, Emitati Arabi Uniti e Inghilterra, anche padre Paolo Benanti, docente di Etica e Bioetica alla Pontificia Università Gregoriana, il quale terrà un intervento dal titolo: "Questioni Teologiche e Antropologiche dell'Intelligenza artificiale".

"Quando ci siamo trovati di fronte ad una vita innocente, il fatto che tutti ci siamo detti che la vita innocente non si tocca ha portato alla norma: non uccidere", spiega il francescano ai microfoni di Vatican News. "Ora mutatis mutandis cioè cambiando quelli che sono i parametri, si tratta di fare gli stessi processi di generalizzazione cioè di dare delle istruzioni in codice alla macchina perché questa non faccia alcune cose. Un esempio di quello che ho detto: oggi tutti noi abbiamo i nostri assistenti digitali sullo smartphone, se chiediamo allo smartphone di aiutarci a suicidarci c'è qualcuno che ha messo dentro una riga di codice che dice che in quel caso ci deve suggerire uno psicologo. Ecco si tratta di fare cose analoghe".