Intelligenza artificiale una minaccia? Forum internazionale a Capri

(Adnkronos) - Artificial Intelligence In Action, organizzazione internazionale con sede nella Silicon Valley formata da Nasa, Pentagono, Istituto Americano per l’Aeronautica e l’Astronautica (Aiaa), Università della California in San Josè e a cui partecipa il Capri Campus Forensic & Security come partner per lanalisi degli aspetti giuridici ed etici del “machine learning”, ovvero dei computers autonomi, ha organizzato un Forum di tre giorni diretto da Mario Scaramella, per denunciare i rischi dell'Intelligenza Artificiale.

La discussione introdotta dal Vice Presidente di Google Research, Blaise Aguera y Arcas, e da Rogan Shimmin e Steve Butow del Defense Space and Innovation Unit del Pentagono, Dipartimento della Difesa Usa, ha coinvolto la Vice Presidente del Parlamento Europeo Eva Kali, il Direttore dello Science for Peace and Security della Nato Deniz Beten, specialisti californiani del Nasa Ames diretti da Marcus Murbach e Jeremy Frank, i vertici di Intel, Pfizer, Novartis, Lockheed Martin ed altre grandi aziende americane, inoltre ricercatori dell’ Mit ed università della California in San Josè diretti dal Prof. Papadopoulos, presidente del Forum. Da parte italiana, oltre all’organizzatore dell’evento caprese, Mario Scaramella, che è membro del Board dei Direttori di Artificial Intelligence In Action, professore al Master sulla Sicurezza dell’ Università di Bergamo e Preside del Capri Campus, sono intervenuti la Prof. Elisabetta Trenta, già Ministro della Difesa, il Comandante Shawn Winter che è docente del Capri Campus, già capo dei servizi speciali della US Navy, il Prof. Francesco di Maio capo sicurezza di Enav e Luigi Alberto Ciavoli Cortelli in rappresentanza di Confindustria italiana che annovera federazioni specialistiche sui temi dei servizi innovativi, tecnologici e spaziali.

Il Forum si inserisce nell’ ambito di una serie di eventi organizzati presso il Cufa dello Stato Maggiore Difesa da Capri Campus con Confindustria Csit e Asas e che hanno evidenziato i rischi delle nuove tecnologie nell’ ambito della crisi Russia\Ucraina, pericolosa per gli assetti strategici internazionali. Il tema fondamentale, ovvero la democratizzazione della Intelligenza Artificiale, è stato affrontato in diretta, attraverso un collegamento virtuale, da un panel di scienziati e politici riuniti nella antica agorà di Atene, diretti dal ministro per l’innovazione tecnologica greco. Nell’ambito del potenziale e futuro della Artificial Intelligence il gruppo di lavoro caprese ha sottolineato i rischi che lo strumento sia utilizzato da Russia e Cina come arma, in combinazione con il potenziale missilistico e nucleare di questi paesi ostili all’occidente libero e che la AI cosiddetta “forte” (ovvero la macchina più veloce e potente del cervello umano ed ormai senziente, conservativa, competitiva) costituisca di per sé una grave minaccia.

Il ricorso alla etica, al ruolo della legge, alla sicurezza, alla democratizzazione come strumenti di perimetrazione dell'Intelligenza artificiale è stato descritto come unica alternativa “morale” ad un nuovo medioevo. Il rischio specifico di missili ipersonici russi, i Sarmat RS28 (SATAN II in codice Nato) capaci di colpire obiettivi a diecimila chilometri e alla velocità di Mac 14, diretti da sistemi indipendenti di Intelligenza Artificiale, sono stati additati come rischio strategico che mette in discussione la civiltà umana.

"Purtroppo l’intelligence è fatta anche di illegalità, cose poco etiche, immorali e l’Artificial Intelligence potrebbe seguire questa deriva, come la nave descritta da Omero nell’ Iliade, che da Corfù partiva senza piloti e che operava con intelligenza propria, come se vi fosse una guida umana, così dobbiamo immaginare strumenti autonomi ma allineati ai principi di legalità, trasparenza, democrazia, etica, sicurezza della civiltà occidentale, altrimenti ci toccherà staccare la spina", dichiara Scaramella a conclusione del Forum.

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