Intensi raid su Gaza e missili su Israele Sirene e forte esplosione, paura a Tel Aviv

Gerusalemme, 17 nov. (Adnkronos/Ign) - Al quarto giorno dell'operazione 'Pilastro di difesa' si intensificano i raid aerei israeliani su Gaza. Fonti palestinesi parlano di almeno altri tre morti e tre feriti in due attacchi distinti avvenuti oggi nella Striscia, mentre il palazzo a Gaza city dove ha sede l'ufficio del primo ministro di Hamas, Ismail Haniyeh, è stato completamente distrutto.

Secondo l'esercito israeliano, l'edificio era apparentemente vuoto al momento dell'attacco, avvenuto alle prime ore dell'alba. L'attacco aumenta "la nostra determinazione a liberare la Palestina", ha reagito Haniyeh. "I sionisti ritengono che il loro attacco ci indebolisce, ma sarà il contario.

Durante la notte intanto l'aviazione israeliana ha preso di mira 186 "obiettivi terroristici" nella Striscia di Gaza, fra cui diverse rampe di lancio di misisli, riferisce il sito israeliano Ynetnews, ricordando che, dall'inizio dell'operazione Pilastro di difesa sono stati colpiti 830 obiettivi a Gaza. Prosegue anche il lancio di missili dalla Striscia di Gaza verso Israele: dalle prime ore di questa mattina ne sono stati sparati almeno una ventina e tre israeliani sono rimasti feriti a Eshkol.

Ma la paura è tornata anche fra gli abitanti di Tel Aviv, dove hanno risuonato le sirene di allarme antimissilistico ed è stata sentita una forte esplosione. Radio Israele ha affermato che il missile lanciato dalla Striscia di Gaza sarebbe stato intercettato. Proprio stamani la stampa israeliana aveva annunciato che una batteria del sistema anti-missile Iron Dome (cupola d'acciaio) era stata dispiegata nell'area metropolitana di Tel Aviv, dopo che ieri e l'altro ieri da Gaza erano già stati lanciati missili verso la citta', senza provocare vittime.

Intanto dopo il richiamo dei 75 riservisti avvenuto ieri l'ipotesi di un attacco via terra da parte di Israele si fa sempre più concreto. Ma questa è un'ipotesi che in molti - a partire dal presidente degli Stati Uniti Barack Obama - vogliono scongiurare perché innescherebbe una reazione imprevedibile nel mondo arabo.

Hamas dal canto suo minaccia: nel caso decida di attaccare via terra Israele "se ne pentirà". "Saranno gli israeliani a pagare il prezzo dei crimini commessi dai loro governanti, che hanno oltrepassato tutte le linee rosse", ha avvertito il portavoce di Hamas Sami Abu Zuhri.

La comunità internazionale nel frattempo si mobilita per far tacere le armi. Gli Stati Uniti sono impegnati in uno sforzo diplomatico che vede l'Egitto in un ruolo chiave. Il presidente Obama ha parlato ieri al telefono con il presidente Morsi, il primo ministro israeliano Netanyahu e il primo ministro turco Erdogan. E oggi anche il premier italiano Mario Monti ha intensificato i contatti con le parti in causa e con tutti gli attori regionali "al fine di favorire una immediata cessazione di ogni violenza e la ripresa del dialogo", rende noto Palazzo Chigi.

Dopo aver parlato ieri con il presidente egiziano Morsi, Monti oggi ha sentito Netanyahu che "si è detto certo del ruolo centrale che potrà avere l'Italia nel contribuire ad una soluzione dell'attuale crisi, anche grazie all'eccellente rapporto che essa intrattiene con l'Egitto". Monti dal canto suo ha accolto l'invito del premier israeliano a svolgere un ruolo attivo a favore di una ricomposizione della crisi.

Sotto raid e missili intanto continuano a morire i civili. E' di 39 morti, di cui 8 bambini, 4 donne e 3 anziani, e di 350 feriti, dei quali 101 bambini, l'ultimo bilancio della situazione a Gaza raccolta da Foad Aodi, presidente dell'Associazione medici di origine straniera in Italia (Amsi) che in questi giorni è "in costante collegamento telefonico con il direttore generale della Mezzaluna rossa palestinese, Kalad Gjwda".

"La situazione è davvero molto grave - dice Aodi all'Adnkronos Salute - mancano sacche di sangue, farmaci e soprattutto elettricità e benzina, essenziali per permettere gli interventi chirurgici di cui molti di questi feriti necessitano. Operazioni neurochirurgiche, ortopediche, oculistiche, per le quali servirebbero anche medici specialisti. Alcuni di questi interventi si stanno effettuando, ma il rischio è che vengano interrotti".

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