Inter, Conte: 'Il nostro gioco ci rende felici. Noi come il Liverpool di Klopp'

Pasquale Guarro
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Alla vigilia della sfida di campionato contro il Genoa, il tecnico dell’Inter, Antonio Conte, ha risposto alle domande dei giornalisti nella consueta conferenza stampa da Appiano Gentile. Come gestirà le energie e che Genoa si aspetta? “È giusto che noi guardiamo in casa nostra, stiamo cercando di gestire le situazione e il momento, cercando di giocare nel miglior modo possibile ogni tre giorni. Recuperando i calciatori e preparando le gare. Sono tutte sfide diverse e dobbiamo cercare di fare tutte le cose: dare un buon recupero ai calciatori e preparare le sfide nella giusta maniera”.

Più preoccupato per le assenze o per i gol che subite in questo momento? “Non sono assolutamente preoccupato perché quella intrapresa è la strada che rende felice me, i calciatori e il club. Stiamo giocando bene, stiamo facendo un buon calcio e raccogliamo meno di quanto meritiamo. A volte ci puniscono per qualche disattenzione da evitare, ma sono contento che i miei credono a una determinata idea e della determinazione che ci mettono”.

Cosa serve per ritrovare la giusta continuità? “Se parliamo dell’intensità, penso che nell’ultima partita anche da questo punto di vista siamo stati superiore ai tedeschi e di solito contro quelle squadre si paga dazio. Credo che questa sia la strada giusta, poi, come dico sempre, spesso e volentieri vi lasciate condizionare dal risultato. Se guardo il contenuto della prestazione sono soddisfatto per quello che facciamo, ma vedo soprattutto soddisfazione da parte dei miei calciatori. Poi il risultato finale dipende anche da altri fattori, tipo palo-fuori o palo-rete, che per adesso sono stati negativi per noi”.

Come mai parla di felicità e se può esserci una felicità che prescinde dal risultato? “Noi dobbiamo sempre offrire il 110% per cercare di ottenere anche un buon risultato oltre alla prestazione. Bisogna lavorare, ma dobbiamo prendere d’esempio il Liverpool di Klopp che non hanno vinto niente per quattro anni e adesso sono una macchina da guerra. Erano felici per quello che stavano costruendo. È la strada che abbiamo intrapreso con dirigenti e presidente e dall’esterno si percepisce il tipo di struttura che si sta assestando. Questo ci fa essere felici”.

Quanto conta in questo momento la componente psicologica? È intervenuto per evitare che qualche calciatore finisca nello sconforto per il ripetersi di alcune situazioni negative? “Non devo intervenire perché questo è un gruppo di calciatori che sono prima di tutto degli uomini. Non possiamo che essere soddisfatti del comportamento dei miei. La negatività la vedo fuori, dentro c’è positività”.

Perché rispetto all’anno scorso si subiscono più gol? “Se andiamo a vedere quello che stiamo cercando di fare è coinvolgere tutta la rosa ed è inevitabile che le caratteristiche di alcuni interpreti siano cambiate rispetto all’anno scorso. Abbiamo fatto tanti gol e ne potevamo fare molti di più. Abbiamo subito gol evitabilissimi, spesso e volentieri c’è stata qualche situazione individuale che possiamo migliorare. Ma dobbiamo continuare a migliorare e c’è anche un aspetto positivo: tanti calciatori hanno giocato subito e fatto esperienza proprio per l’assenza dei molti calciatori. Continueremo a lavorare, a fare la partite. Fino a questo momento non c’è stata una sola squadra che ci ha dominato o che ci è stata superiore. Questa è la strada per tornare ad essere solidi per il futuro”.