Inter da Lazaro a Moses, da una scommessa all'esperienza: perché Conte ha bocciato l'austriaco

Stefano Bertocchi

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Ad Antonio Conte sono bastati appena sei mesi per bocciare definitivamente Valentino Lazaro. Arrivato a ll'Inter  ai primi di luglio dello scorso anno per un investimento di circa 22 milioni di euro più bonus, l'austriaco ha faticato a farsi apprezzare dal tecnico salentino come quinto di centrocampo e ora la sua cessione (probabilmente in Premier League, direzione Newcastle, o ancora in Germania, dove è rispuntato il Lipsia) sembra sempre più vicina. 


Valentino Lazaro

I rari sprazzi di tecnica e rapidità messi in vetrina in questi primi mesi milanesi non sono bastati a Lazaro per convincere il mondo Inter e l'esigente Conte sulla bontà dell'investimento. Il tecnico non apprezza i limiti tattici dell'ex Hertha Berlino che nasce come esterno offensivo puro da 4-3-3 e dimostra invece grosse difficoltà, specie in fase difensiva, nel 3-5-2 di stampo contiano, dove gli esterni sono chiamati ad un costante e duro lavoro di quantità e qualità che Lazaro evidentemente fatica a garantire.


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Il buco in rosa lasciato dall'addio dell'attuale numero 19 nerazzurro verrà colmato dal più esperto ed affidabile Ashley Young e da un nuovo esterno in arrivo ad Appiano Gentile: saltato Spinazzola, nelle ultime ore è sbarcato a Milano per le visite mediche il pupillo di Conte, Victor Moses. Conte manda un altro segnale: all'Inter serve gente pronta, anche sugli esterni. La 'staffetta' tra la scommessa austriaca e l'esperienza nigeriana è alle porte.