Inter-Lautaro, futuro da decifrare: pro e contro di una possibile cessione

Stefano Bertocchi

​In casa Inter è obbligatorio pensare al campo, con i nerazzurri ancora in corsa in tre competizione tra campionato, Coppa Italia ed Europa League (stasera un San Siro senza pubblico ospiterà il ritorno dei sedicesimi di finale contro i Ludogorets), ma le voci di mercato continuano a rincorrersi giorno dopo giorno. Il grande assente del match di questa sera sarà Lautaro Martinez, out per squalifica in EL e continuamente accostato ai top club europei, su tutti il Barcellona, il Real Madrid e il Manchester City, fortemente interessati al bomber dell'Inter. Come tutte le ipotetiche cessioni illustri, anche quella (eventuale) del Toro porterebbe con sé dei pro e dei contro.


Lautaro Martinez

CONTRO - Partendo dalle note negative, l'addio di Lautaro sarebbe una grossa perdita a livello di prospettiva e progetto futuro: ora come ora in Europa non ci sono attaccanti con le caratteristiche, le potenzialità e la fame dell'ex Racing e - dato non meno importante -  con la stessa età anagrafica. L'argentino è un classe '97, esploso definitivamente in Italia e anche sul palcoscenico europeo e sarà difficile rimpiazzarlo. Rinunciare a Lautaro in un momento storico come questo (con Antonio Conte in panchina e Romelu Lukaku inseparabile compagno di avventure) potrebbe rappresentare un autogol societario, anche se il grosso della scelta - essendoci in gioco una clausola - è in mano al diretto interessato. 


PRO - Tra i punti a favore c'è l'importante plusvalenza e il lato economico. Arrivato a Milano per poco più di 20 milioni di euro, ora Lauti ha visto il suo valore schizzare alle stelle: per strapparlo all'Inter serve come minimo il pagamento della clausola rescissoria (valida solo per l'estero e solo per 15 giorni) da 111 milioni di euro. Cifra che, sommata a quelle degli altri giocatori nerazzurri sparsi in prestito, permetterebbe ad un dirigente esperto come Beppe Marotta di ricostruire e rinforzare la squadra. L'a.d. varesino non è nuovo a sacrifici del genere in nome del bene comune (vedi la cessione di Pogba ai tempi della Juve). Tutto, però, è inevitabilmente rinviato all'estate. 

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