Inter, Lukaku: "Razzismo? Bisogna tenere gli ignoranti fuori dallo stadio"

Gabriel Rotar

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Romelu Lukaku ha rilasciato delle dichiarazioni interessanti a Sky Sports Uk. L'attaccante dell'​Inter ha parlato del momento che sta vivendo, di Conte, ma anche del problema del razzismo.


Romelu Lukaku

Sul razzismo: "Credo che quello passato sia stato un anno triste in generale, ci sono stati molti casi, specialmente nel calcio. Dobbiamo fare meglio, educare le persone. L'istruzione è la chiave: sono fortunato a essere stato a scuola, avevamo più di 50 nazionalità diverse e non ho mai cercato di discriminare qualcuno. Questa è una lezione che insegnerò a mio figlio, che nessuno è diverso, tutti sono uguali. L'Italia? Per me è un Paese bellissimo in cui vivere e c'è il potenziale per essere un grande campionato come una volta, ma bisogna lavorare insieme per tenere quelle persone ignoranti fuori dallo stadio".


Sulla sua stagione: "Dovevo riscoprire me stesso. L'anno scorso è stato difficile per me dal punto di vista professionale, perché le cose non andavano come volevo. Sono giunto alla conclusione che era tempo per me di cambiare ambiente. Ho preso la mia decisione intorno a marzo e l'ho detta al manager. Il Manchester United ha lasciato spazio ai giocatori più giovani, quindi penso che sia stata una situazione vantaggiosa per entrambi".


Su Conte: "Non è una persona che vuoi contrariare. Ti dice in faccia se fai bene o se sbagli. Ricordo una delle mie prime partite di Champions League contro lo Slavia Praga, quando ho giocato davvero male e me lo ha detto di fronte a tutta la squadra. Non mi era mai successo in carriera. Mi ha detto che mi avrebbe tolto dopo cinque minuti se fosse accaduto di nuovo. Abbiamo giocato il derby di Milano subito dopo e ho giocato una delle mie migliori partite della stagione. Ha rafforzato la mia fiducia e mi ha svegliato allo stesso tempo. Conte lo fa con tutti, non importa chi sei. Tutti sono uguali. Lavori duro, ti alleni duramente e giochi. Se non fai quello che dice, non giochi".


Sulla lotta per lo scudetto: "Le persone attorno a noi sono molto cariche, ma noi giocatori nello spogliatoio siamo concentrati sul lavoro che dobbiamo fare perché l'allenatore ci sta addosso ogni giorno. Lui è lì che vuole che tu faccia di più, incoraggiandoti a fare di più. Nessun giocatore si arrende perché ti dà quell'energia per continuare. Lo dimostra l'intensità in campo. Siamo la squadra che corre di più, creiamo molte occasioni e abbiamo una grande difesa perché non ci arrendiamo fino alla fine. È bello da vedere e per me è stato come pensare che finalmente il mio pieno potenziale può emergere".