Intercettato Paolo Arata: “Gli do 30 mila euro”

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Novità importanti nelle indagini relative al caso Siri. In vista dell’incidente probatorio programmato per il 25 luglio, i pm hanno depositato gli atti, tra i quali ci sarebbe un’intercettazione in cui Paolo Arata menziona proprio la cifra che avrebbe dato all’ormai ex sottosegretario: “Io ad Armando Siri do 30 mila euro perché sia chiaro, tra di noi, ve lo dico…”. La conversazione risalirebbe al settembre 2018 e, stando a quanto appurato dagli investigatori, Arata stava parlando alla presenza del figlio Francesco e di Manlio Nicastri. Quest’ultimo avrebbe confermato tutto, ammettendo di essere a conoscenza del piano di Paolo Arata.

Intercettato Paolo Arata

Le forze dell’ordine hanno ragione di pensare che Paola Arata abbia pronunciato quelle parole alla presenza del figlio e di Manlio Nicastri. Il padre di quest’ultimo non sarebbe stato presente perché agli arresti domiciliari. Attualmente è invece in carcere per corruzione e concorso esterno in associazione mafiosa, ma da qualche settimana, ha iniziato a collaborare con la Procura insieme al figlio. Manlio ha ammesso di aver informato il padre del piano Arata, e Vito ha affermato che quell’emendamento sarebbe stato fondamentale perché gli avrebbe evitato una perdita di milioni di euro.

Le intercettazioni agli atti

Sarebbero numerose le conversazioni che le forze dell’ordine hanno messo agli atti che rischiano di mettere nei guai Siri. “Ci lavora un secondo per guadagnare trenta mila euro” aveva detto Arata parlando dell’ex sottosegretario, o ancora: “Armando è un carissimo amico”. “Guarda che l’emendamento passa” aveva poi detto il 10 settembre del 2018. “Il biometano l’ho fatto inserire anche nel programma tra Lega e 5 Stelle, proprio da Armando Siri” proseguono poi le conversazioni di Arata.