##Intercettazioni di Arata: politici come banche, li usi e li paghi -3-

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Roma, 23 lug. (askanews) - A maggio, durante i tentativi di formazione del governo, mentre Lega e 5stelle tentavano di fissare i punti di un accordo con il cosiddetto contratto di governo, Arata 'tentava ogni strada possibile' per agevolare Siri e il figlio a ottenere un incarico governativo e, spiegano gli investigatori, 'a tal fine previo appuntamento fissato il 14 maggio con la sua segretaria, il 15 maggio incontrava Gianni Letta'. E il giorno dopo l'incontro con Letta, Siri riceve una chiamata da Silvio Berlusconi, della quale però 'non ne sono noti i contenuti'.

Di questa telefonata si ha una traccia in una intercettazione di una conversazione tra Arata e Marco Perini, collaboratore di Siri che riferisce: 'So che Armando oggi ha ricevuto una telefonata da Arcore'. E dal tono della conversione spiega la Dia 'si poteva evincere abbastanza chiaramente' che durante l'incontro tra Gianni Letta e Paolo Arata, a cui aveva partecipato anche il figlio, si era discusso di un incarico di governo per Siri.

Il 17 maggio 2018 Arata è convinto di riuscire nell'intento di piazzare l'amico e 'cominciava a sfregarsi le mani intravedendo una concreta possibilità di sfruttare il senatore per i suoi interessi economici', e si vanta: 'Cazzo, pensa un po' che Armando l'ho fatto chiamare io da Berlusconi... cazzo non c'era riuscito... devo dire che Letta è sempre un amico... un amico ... sono andato lì... gliel'ho detto... dico... chiama, chiama Armando... perchè Armando... dice sai.. se non mi sostiene Berlusconi'.

Ma non basta, la stessa sera Federico chiama il padre dicendogli che Siri lo aveva chiamato poco prima chiedendogli di contattare l'ambasciatore americano in Itala, affinchè intervenisse sul presidente Mattarella per 'sponsorizzarlo'. E, visto che il cardinale Burke non aveva questo contatto, si accordano per provare ad arrivare all'ambasciatore tramite Bannon.

Il 20 maggio Siri chiama direttamente Paolo Arata e gli chiede aiuto perchè, rivela l'intercettazione, 'c'è una resistenza da parte di Mattarella', e non era un problema di incarico ma proprio sul nome di Siri. Arata si ripromette di interessare Letta e ancora Bannon. Con quest'ultimo il problema era che non conosceva Siri. E qualche giorno dopo Arata organizza un incontro a casa sua tra Bannon e Siri, 'finalizzato a caldeggiare la nomina di Siri come sottosegretario nel prossimo governo', annota la Dia. (Segue)