Intercettazioni, dl cambia riforma Orlando, tornano poteri a pm

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Roma, 21 dic. (askanews) - La scelta delle intercettazioni rilevanti o meno non sarà più solo della polizia giudiziaria, ma rientrerà nella sfera decisionale del pubblico ministero. E' uno dei punti qualificanti del decreto intercettazioni approvato dal consiglio dei ministri di oggi. Con il provvedimento si interviene sulla riforma Orlando del 2017, se ne posticipa ancora una volta l'entrata in vigore al 29 febbraio e si correggono alcuni punti indigesti al Movimento 5 stelle e al ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

Con le nuove norme sulle intercettazioni gli avvocati potranno estrarre copia delle intercettazioni rilevanti. Cade inoltre la disposizione della riforma Orlando che molti avevano definito un bavaglio per i cronisti: il giornalista che pubblica l'intercettazione non rischia più di essere incriminato per violazione di segreto d'ufficio. Restano sostanzialmente le regole in vigore oggi.

Il decreto contiene anche indicazioni chiare rispetto alle indagini tuttora in corso per le quali valgono le regole attualmente in vigore. Mentre le nuove si applicheranno a tutte le iscrizioni di notizia di reato posteriori al 29 febbraio.