Intercettazioni, Sisto: nostro grido contro scempio non finisce qui

Pol/Bac

Roma, 27 feb. (askanews) - "Discutere gli ordini del giorno in una Camera che ha già commesso il crimine di avallare il dl intercettazioni attraverso la fiducia è un esercizio di stile. Ma restano alcuni aspetti su cui troppo poco si è riflettuto, come l'astrusità inaccettabile della parificazione dei reati contro la pubblica amministrazione a quelli di mafia: una fotocopia non consentita, che può integrare il reato di peculato, è parificata ai delitti di un mafioso". Lo ha detto intervenendo in Aula il deputato di Forza Italia, Francesco Paolo Sisto.

"Stiamo ratificando la possibilità di intercettare pressoché indiscriminatamente , in base a trite giustificazioni di stile , di formule prive di ogni contenuto utile , e sempre sulla base del mero gravitare all'interno di un'area di illiceità: così si legittima l'uso del trojan anche nei confronti di soggetti che mai saranno indagati. A tanto legittimare ci pensano i 'garantisti per caso' di Italia Viva, i 'giustizialisti per interesse' del Pd e i fautori della carneficina del diritto del M5S ai quali se viene tolto il giustizialismo non rimane più nulla. In tutto questo, il garantismo Doc di Forza Italia brilla e il nostro grido contro questo scempio non finisce e non finirà qui", ha concluso.