Intercettazioni, Tripodi (Fi): Grande fratello indegno di paese civile

Pol/Bac

Roma, 27 feb. (askanews) - "Non si può distruggere la libertà di tutti in nome del fatto che qualcuno compie reati, perché c'è sempre stato qualcuno che ha compiuto reati, con qualunque regime, anche con le pene più crudeli. Trasformare il telefonino di tutte le persone in una spia in casa, che non soltanto trasmette tutto ciò che c'è sul telefonino, ma che, anche da spento, è in grado di trasmettere le immagini e i suoni in ogni momento della giornata, sarebbe un vero 'Grande Fratello' indegno di un Paese civile come l'Italia". Lo ha detto Maria Tripodi, deputato di Forza Italia, intervenendo in Aula a Montecitorio durante l'esame del decreto intercettazioni.

"Sappiamo bene - ha aggiunto - che fine fanno tante intercettazioni, che vengono riportate sui giornali e, come è stato detto ampiamente, sappiamo anche che tutti questi dati finiscono nelle mani di agenzie private, spesso con server all'estero. Da qui una miniera di fonti, per ricattare, per distruggere la vita delle persone, per fare addirittura revenge porn, che poi si dice si vuole reprimere. Tutto questo viola quell'inviolabilità del domicilio, della corrispondenza e di ogni comunicazione, stabilita dalla nostra Costituzione, quella Costituzione di cui poi qualcuno si erge a grande difensore o si riempie ingiustamente la bocca. Qui sarebbe peggio dello Stato di polizia, spiati in ogni momento e privati delle garanzie che anche i detenuti per i più gravi reati hanno", ha concluso Tripodi.