Interessi e capitali dietro carne artificiale nel libro di Luneau

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Milano, 20 dic. (askanews) – Li ha definiti “surrogati della carne” e ha invitato fare chiarezza prima di tutto sulle parole per affrontare un tema controverso come quello del cibo in provetta, che vede in campo grossi interessi e ingenti capitali. Gilles Luneau è l’autore del libro Carne artificiale? No, grazie, pubblicato in Italia da Castelvecchi, un’inchiesta fra Stati Uniti ed Europa sulle startup attive in questo campo, i loro finanziatori e i legami con il movimento vegano.

“Alla fine del 2020 sono 800 le aziende nel mondo che fanno prodotti alternativi alla carne a partire da cellule vegetali, 90 lavorano su cellule in vitro ha detto durante la presentazione online del suo libro che riporta anche i dati del Good Food Institute sugli investimenti in società di sostituti di carne, latte e uova a base di piante: 14 miliardi di dollari nel biennio 2017-2018, senza contare i 150 milioni di dollari di investimenti per la carne coltivata, benché non ancora commercializzata, tra il 2015 e novembre del 2019. Tutti numeri che preoccupano anche il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini.

“Ci auguriamo che mai la carne sintetica possa sostituire la carne tradizionale. Il flusso degli investimenti che ha riguardato in questi ultimi anni i prodotti a base di sintesi, prodotti fatti in laboratorio e non figli invece di una fase di coltivazione o allevamento, è esponenziale, non ha eguali in nessun altro settore produttivo e questo ci deve portare a riflettere perché è accompagnato anche da una mancanza di attenzione delle istituzioni in questo caso a livello europeo”.

Il tema che ha animato il dibattito non riguarda solo gli interessi economici, per quanto poderosi, dietro l’agricoltura cosiddetta “cellulare” – alimenti prodotti a partire da ceppi cellulari coltivati in laboratorio o da sostituti vegetali assemblati con proteine sintetiche – ma anche gli aspetti nutrizionali. A tal proposito è intervenuta Susanna Bramante, agronoma e consulente per la nutrizione

“Dal punto di vista nutritivo mancano tutte le sostanze nutritive che si possono trovare nella carne vera perché Perché il cibo vero la carne vera È una matrice complessa di sostanze nutritive che interagiscono tra loro e molte delle quali ancora non sono conosciute 00.02.26 + 00.02.40 quindi non si possono riprodurre artificialmente è tutta questa complessità viene data dal vissuto dell’animale che manca nelle cellule artificiali”.

Presentata come una soluzione per il problema dell’impatto ambientale degli allevamenti, la questione della carne artificiale nasconde un problema di trasparenza informativa nei confronti di un consumatore, consapevoli che il pericolo si annida negli eccessi:

“Il tema vero è informare, creare comunicazione e evitare che ci sia un consumo eccessivo ma non nei confronti della carne tradizionale, di qualsiasi prodotto agroalimentare perché l’eccesso comunque porta ad avere poi delle criticità proprio su quella che è la qualità della vita ma soprattutto su quelle che sono le ripercussioni di carattere sanitario che qualsiasi cittadino può avere”.

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