Internet, Casaleggio: no a identificazione, lede diritto parola

Afe

Roma, 13 nov. (askanews) - "C'è chi propone l'identificazione obbligatoria con un documento di identità per potersi esprimere in Rete, ma prevedere l'identificazione esplicita lede il diritto di parola da una parte ed è un'assurdità tecnica dall'altra. Il clandestino, il fuggiasco, il perseguitato, il dissidente politico, il rinnegato e il pentito di mafia sarebbero tutti esclusi dal potersi esprimere sulla Rete. Vogliamo veramente sottrarre alle persone emarginate dalla società la possibilità di partecipare liberamente al dibattito pubblico online?" Lo afferma Davide Casaleggio, in un intervento pubblicato sul Blog delle Stelle.

"Le Avventure di Alice nel Paese delle Meraviglie - aggiunge - è stato scritto sotto falso nome da un accademico matematico che non voleva essere tacciato di infantilità in università. I Viaggi di Gulliver, che conteneva una feroce critica alla società contemporanea dell'epoca, fu pubblicato anonimo per paura di ritorsioni. Italo Svevo è lo pseudonimo con cui conosciamo un famoso autore triestino che aveva paura di essere perseguitato perché ebreo. Le opere di Banksy sono prodotte da un artista o gruppo di artisti per prendere in giro il potere e la società bene quando serve. Wikileaks avrebbe pubblicato i documenti sulle guerre in corso in Asia e Africa se Assange avesse saputo della persecuzione e del carcere d'ambasciata che avrebbe dovuto subire?"

Per Casaleggio occorre chiedersi "quale diritto è da proteggere maggiormente. Quello del singolo di potersi esprimere liberamente o quello della collettività di potersi tutelare dalle diffamazioni o ancora quello della collettività di potersi arricchire di opinioni di chi in assenza di adeguate garanzie di anonimato non le pubblicherebbe".

In questo contesto, per Casaleggio, "identificare con il documento le persone prima che si esprimano non è utile, ma soprattutto non è possibile". E soprattutto ci sono "tre diritti fondamentali che devono essere abilitati e protetti: l'identità digitale, l'accesso libero e gratuito alla rete e l'educazione civica digitale. Soprattutto non si può ignorare il fatto che la cittadinanza digitale e tutti i suoi diritti sono un fenomeno globale che non può essere normato in un Paese senza considerare il resto del mondo".