Interpol, il generale emiratino Al Raisi eletto presidente

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Ahmed Nasser Al Raisi è stato eletto presidente dell'Interpol, incarico essenzialmente cerimoniale al quale prima di lui era stato nominato nel novembre 2016 il 64enne Meng Hongwei, successivamente scomparso dopo essersi imbarcato su un aereo da Lione, sede dell'agenzia, alla volta di Pechino, quindi espulso dal Partito Comunista Cinese, subito dopo l'arresto con l'accusa di aver ricevuto tangenti.

Ad annunciare la nomina, a Istanbul, del generale responsabile delle forze di sicurezza degli Emirati Arabi Uniti è stata la stessa agenzia su Twitter. Al-Raisi ha ricoperto diversi incarichi nel suo paese legati agli apparati di sicurezza, da Ispettore generale del ministero dell'Interno a direttore generale della direzione servizi elettronici e comunicazioni dello stesso ministero a direttore generale delle operazioni centrali della polizia di Abu Dhabi. Nei mesi scorsi era stato oggetto di denunce di tortura in Francia e Turchia.

La nomina - sottolinea il Guardian - segue il generoso finanziamento degli Emirati Arabi Uniti all'Interpol, che ha sede a Lione, in Francia, ma anche le accuse secondo cui Abu Dhabi avrebbe abusato del sistema degli "avvisi rossi" dell'Interpol al fine di perseguitare i dissidenti politici.

Tre membri del Parlamento europeo hanno scritto una lettera datata 11 novembre al presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, per metterla in guardia contro l'impatto che la nomina del generale avrebbe sull'Interpol. "L'elezione del generale al-Raisi rischia di pregiudicare la missione e la reputazione dell'Interpol e di minare gravemente la sua capacità di svolgere efficacemente la propria missione", hanno scritto.

Nell'ottobre 2020, 19 ong tra cui Human Rights Watch, hanno espresso preoccupazione per la possibile scelta di Raisi, che hanno descritto come "parte di un apparato di sicurezza che continua a prendere di mira sistematicamente i suoi detrattori pacifici".

Parallelamente, diverse denunce per tortura sono state mosse contro Raisi negli ultimi mesi in Francia, dove ha sede l'organizzazione e in Turchia, che ospita l'Assemblea generale in corso da martedì a Istanbul. L'organizzazione non governativa Gulf Centre for Human rights (Gchr) accusa in una denuncia il generale emiratino di atti di tortura e di barbarie contro l'oppositore Ahmed Mansoor, rinchiuso secondo l'accusa dal 2017 in una cella di 4 metri quadrati "senza materasso" né alcuna protezione contro il freddo, accesso a medici, a servizi igienici, acqua.

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