Intervista a Andy Serkis, grande ospite al Lake Como Film Festival 2019

Andy Serkis al Lake Como Film Festival.

di Sofia Ozzi

Cinema e paesaggio: un binomio su cui si basa la settima edizione del Lake Como Film Festival, kermesse di grande cinema che quest’anno torna a Villa Erba a Cernobbio con un nuovo formato dilatato nel tempo, più fruibile e ricco di contenuti e che, partendo con le Lake Como Film Nights nello splendido scenario che fu dimora di Luchino Visconti, approda a Como per la serata conclusiva con il concorso di corti FilmLakers.

Dal 26 al 28 luglio una tre giorni di proiezioni, eventi e incontri dedicati al paesaggio (naturale, storico e culturale) in un territorio dalla forte connotazione cinematografica.

Lake Como Film Festival a Villa Erba, Cernobbio.

Grande ospite al Lake Como Film Festival 2019 lo straordinario Andy Serkis, personaggio poliedrico nel panorama internazionale e maestro della motion capture, che ha dato forma, voce, mimica a personaggi unici, da Gollum nella Trilogia de “Il Signore degli Anelli” fino a Baloo, in “Mowgli - Il figlio della Giungla”, pellicola da lui diretta che propone un adattamento del “Libro della giungla” di Rudyard Kipling. L’artista britannico incontrerà il pubblico nell’ambito del ciclo “Incontri all’ombra dei platani” sabato 27 luglio alle 18.30, mentre alle 21.00 il lungometraggio sarà protagonista delle proiezioni sullo grande schermo Panorama.

Abbiamo avuto l’opportunità di intervistare Andy Serkis oggi pomeriggio, per chiedergli alcune curiosità su di lui e qualche anticipazione sui suoi prossimi progetti. Secondo alcuni rumor, sarà lui ad interpretare Pinguino nel nuovo film di Batman diretto da Matt Reeves.

Andy Serkis, l'attore dietro Gollum (Youtube/Nature)

Lei ha interpretato molti personaggi diversi tra loro durante la sua carriera. Qual è stato il suo preferito?

“Ovviamente, Gollum ha rappresentato una enorme parte nella definizione della mia carriera, suppongo, per il grande pubblico, ma uno dei personaggi che ho veramente amato moltissimo è stato anche quello di Cesare (il gorilla protagonista del reboot della saga Il pianeta delle scimmie, ndr), perché ho potuto interpretarlo durante tutta la sua vita. Un’esperienza incredibile nel corso di tre film, iniziata quando lui non era che un puro, adorabile baby scimpanzé fino ad una giovane, adolescente e confusa creatura maschile che non sapeva se era umana o scimmia, fino a scoprirsi un rivoluzionario, il leader delle scimmie, al formare una società, e poi realizzare la sua missione personale di vendetta quando la sua famiglia viene attaccata e uccisa nel terzo film, e scoprire la guerra dentro se stesso. Quindi quel personaggio, credo, per qualsiasi attore, quel ruolo, l’opportunità di interpretare un ruolo nell’arco di tre film, con quel tipo di percorso, è stata un’avventura incredibile.”

Andy Serkis e il personaggio di Cesare in "The War - Il pianeta delle scimmie" (20th Century Fox).

Cosa ne pensa dell’utilizzo sempre più massiccio della tecnologia motion capture, e dei film in live action? Potrebbe favorire l'ingresso, finalmente, di una categoria ad hoc che premi le interpretazioni in motion capture agli Oscar?

“Ho sempre creduto fortemente che non ci dovrebbe essere una categoria separata per la recitazione in performance capture, perché quello che l’attore fa è esattamente lo stesso. Non c’è davvero nella mia mente nessuna differenza tra l’interpretare un personaggio in live action e un personaggio con la tecnologia performance capture per quanto riguarda il processo di recitazione. Nelle prove, stai costruendo il personaggio, lo stai incarnando, e quando sei sul set, lavori con gli attori tuoi colleghi, vieni diretto da un regista, la differenza sta soltanto nel fatto che non stai indossando make-up o un costume. Quindi io penso che i ruoli in performance capture dovrebbero essere apprezzati come performance di recitazione senza una speciale categorizzazione.”

Qual è il suo sogno nel cassetto? Un progetto che vorrebbe realizzare ma che non ha ancora realizzato?

“Ehm, ce ne sono tantissimi che non posso dirti! (ride) È un vero problema. Ma ci sono almeno cinque o sei progetti a cui sto lavorando al momento, se anche uno solo di questi potesse realizzarsi, e sembra che stiano andando nella direzione giusta, sarei davvero felice. C’è una tale varietà di storie. Il fatto è che io ho interessi molto vasti per quanto riguarda gli argomenti. Ce n’è uno in particolare che è molto vicino è “Animal Farm” (“La fattoria degli animali”, ndr): stiamo sviluppando un adattamento del romanzo di George Orwell da quasi otto anni, ed è arrivato al punto in cui sta per diventare una realtà molto presto. Quello è definitivamente un sogno che diventa realtà.”

Andy Serkis in "Black Panther" (Marvel)

Cosa ne pensa della nuova serie tv prequel de “Il Signore degli Anelli” in lavorazione prodotta da Amazon? Le piacerebbe partecipare?

“No, no, sono molto contento del mio soggiorno nella Terra di Mezzo. Sento di esserci stato per tutto il tempo necessario! (ride) Ed è tempo che altre persone adesso rivisitino la storia e le reinterpretino, e avere una chance di entrare in quel mondo, perché è un mondo straordinario in cui abitare. Quindi no, non posso immaginare che ne farò parte, ma ho sentito che gran parte verrà girato in Nuova Zelanda, e sono molto contento che il personaggio della Terra di Mezzo sarà ancora sinonimo di Nuova Zelanda.”

C’è un regista o un attore italiano con il quale le piacerebbe lavorare?

“Se fosse ancora vivo, Fellini, che è uno dei miei registi italiani preferiti in assoluto, davvero. Mi piacerebbe lavorare con Roberto Benigni, ho adorato il suo lavoro!”

Andy Serkis sul set del film "Mowgli - Il figlio della giungla", suo esordio alla regia.

Quale consiglio darebbe agli aspiranti attori?

“Penso che sia davvero importante sapere perché fai quello che fai. Penso che sapere perché fai l’attore ha molto valore. Perché siamo in un clima culturale in cui è molto facile venire risucchiato nella parte personale/pubblica del lavoro dell’attore, mentre se tu conosci te stesso, se sai a quali tipi di progetti vuoi lavorare, se sai perché fai quello che fai, questo ti aiuta a scegliere una parte, a capire quali storie vuoi raccontare. Credo sia importante in questo momento l’aspetto culturale del fare l’attore, il perché lo fai.”

Adesso che Boris Johnson è il nuovo primo ministro inglese, possiamo aspettarci un'imitazione come quella di Theresa May?

“Mi piacerebbe moltissimo. Mi metto subito a lavorarci!”


Durante la roundtable con la stampa, Andy Serkis ha raccontato come ha inventato la voce di Gollum, il personaggio più famoso da lui interpretato. “Ho basato il verso di Gollum sul verso che faceva il mio gatto quando sputava una palla di pelo”, ha svelato. Ecco un breve video dell’intervento: