Intervista a Chiara Danese: "Arcore, non avevo il coraggio di parlarne nemmeno con mia madre"

Fu tra le prime a raccontare nei dettagli il bunga bunga e a costituirsi parte civile nel processo Ruby 2. Per questo, finì sulle prime pagine di tutti i giornali. Adesso, Chiara Andrea Danese vuole dimenticare il passato e provare a sfondare nel mondo dello spettacolo: sarà infatti una delle concorrenti di Miss Italia 2012. In un’intervista a Vanity Fair, però, l’ex aspirante Meteorina torna su quelle serate hot con il premier, Silvio Berlusconi. E racconta qualche dettaglio sulle feste e, soprattutto, su di sé.

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Che cosa l’ha traumatizzata di più della vicenda che ha vissuto?
«Tutto. Quella serata mi ha così sconvolta che per mesi non avevo il coraggio di parlarne nemmeno con mia madre».

Perché?
«Avevo quasi vergogna, mi sentivo in colpa e un po’ stupida per essere andata ad Arcore, anche se non avevo fatto nulla di male».

Dove?
«A Londra, per due mesi. Da una parte volevo mettermi alla prova, dall’altra desideravo scappare».

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Perché quella sera è andata ad Arcore?
«Sapevamo solo che saremmo andate a una cena».

Prima di quel 22 agosto, lei e Ambra avevate già cenato con Fede in un ristorante. In seguito avete raccontato che già allora lui aveva cominciato a fare battute a doppio senso, a farvi alzare per «esaminare il fondoschiena».

Nessun dubbio?
«È quello che mi rimprovero ancora oggi. Sono arrabbiata per non avere reagito subito. Ma ero molto ingenua e credulona. Vengo da un paesino e sono cresciuta troppo protetta. Prima della cena ad Arcore non avevo mai visto una donna completamente nuda, in famiglia nessuno si è mai fatto vedere nudo dagli altri. Io non sono come le ragazze di città che sono sveglie. Ora sono cresciuta, ma allora ero come un agnellino. Non sapevo nemmeno che Berlusconi era il proprietario di Mediaset».

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