Intervista a Ema Stokholma: "Pechino Express mi ha cambiato la vita"

Le Clubber di Pechino Express: Valentina Pegorer e Ema Stokholma

Mercoledì sera su Rai 2 è andata in onda la puntata finale di Pechino Express, reality adventure condotto da Costantino Della Gherardesca che ha visto 8 coppie di concorrenti più o meno famosi viaggiare in tre Paesi dell’Asia: Filippine, Taiwan e Giappone.

A trionfare in questa sesta edizione del programma e battere le Caporali (Antonella Elia e Jill Cooper) e i Compositori (Achille Lauro e Boss Doms) sono state le Clubber, coppia composta dalla dj e speaker radiofonica Ema Stokholma e la modella e conduttrice televisiva di “Occupy Deejay” Valentina Pegorer.

Ema Stokholma

Noi abbiamo intervistato una delle due vincitrici, Ema Stokholma. Nata a Marsiglia nel 1983 – il suo vero nome è Morwenn Moguerou – Ema ha lavorato come modella e oggi fa la dj e conduce un programma radiofonico su Radio2.

Congratulazioni! Finalmente due donne hanno vinto.

Finalmente… Che cosa abbiamo in meno di loro? Io non faccio neanche distinzione tra uomo e donna, per me è un po’ la stessa cosa. Noi siamo magari svantaggiate per la resistenza fisica – non tutte le donne, a volte succede – e però loro hanno più difficoltà di adattamento secondo me.
Quindi oh, era ora, era giusto! Questa edizione era proprio giusto, a parte noi, magari anche le Caporali, sono state comunque più brave dei Compositori quindi andavano premiate!

Perché avete vinto secondo te?

Secondo me, noi abbiamo vinto perché nonostante non eravamo bravissime magari nelle prove, le difficoltà dalla matematica alla velocità o quando magari si trattava di fare le prove fisiche, siamo state sempre positive, non abbiamo perso tempo a litigare e a farci il muso, che quello secondo me ti fa perdere un sacco di passaggi, perché comunque ti abbassa l’umore e quando tu chiedi devi avere anche un’attitudine. Io ho fatto l’autostop nella vita, quando ero triste potevo stare tutto il giorno ad aspettare un passaggio, quando ero contenta e felice si fermavano subito le macchine.

Quindi non dipende da quanto sei vestita o svestita, perché magari ogni tanto qualcuno ci ha accusato di quello, è proprio una questione di energia secondo me. Se tu hai delle cattive energie, non si fermeranno mai, perché non trasmetti. E noi siamo sempre state contente, felici, non abbiamo mai perso la pazienza e ci ha aiutato un sacco secondo me.

Tu e Valentina non vi conoscevate prima di partire. Come ha influito questa cosa?

Il fatto che non ti conosci tanto con una persona sicuramente aiuta a non prendersi troppa confidenza. Se parti con tuo fratello o tua madre, litighi dopo due giorni, perché comunque è stancante, ti svegli alle 5 del mattino, devi correre, chiedere passaggi, non è bellissimo a volte essere in certe situazioni di adattamento. Con una persona che non conosci invece magari ti fai una risata, non ti permetteresti mai di esagerare.

Ema Stokholma

Avevi paura prima di partire.

Avevo un po’ di paura sì, avevo paura del mio carattere, e quindi avevo paura – come si dice a Roma – di sbroccare, di perdere la pazienza. Poi sono un po’ una solitaria, e non sono abituata a stare così tanto a contatto con una persona senza le mie cuffie, senza stare nel mio mondo, senza stare un po’ da parte. Quindi sì avevo questo timore, però sono andata dalla psicologa, ci ho lavorato su, e alla fine è andata benissimo.  E questa cosa è una scoperta, non pensavo di farcela a stare più di un mese senza impazzire mai.

Pechino ha cambiato la tua vita in qualche modo?

Questa cosa ha cambiato la mia vita tanto, perché adesso quando succedono le piccole cose della vita, ad esempio, uno magari ti taglia la strada, e tu lo mandi a quel paese, e lui ti risponde, vai a lavoro che sei nervoso. Adesso a me questa cosa non succede più. Perché mi sono tenuto questo mood qua, che se uno mi taglia la strada gli faccio un sorriso, gli dico “Prego”. Non ho più voglia di litigare per piccole cose, capito? Cioè voglio rimanere con questo mood qua che avevo a Pechino di prendere tutto con il sorriso, come una cosa bella – e funziona! Ti devo dire la verità, mi trovo benissimo, non mi riconosco eh, però è bello! (ride)

C’è stato un momento emozionante in particolare?

Parlando della gente, mi è rimasta impressa la sera del karaoke, nelle Filippine, a Bolinao, dove abbiamo trovato per dormire una famiglia. Erano abbastanza numerosi, e tra loro c’era anche un ragazzino di 12-13 anni che aveva dei problemi, era handicappato. Loro ci hanno lasciato materassi, e hanno dormito sul cartone. Per dare i materassi a noi, due sconosciute! Che poi noi abbiamo insistito, non volevamo, però era impossibile, loro avevano deciso che quella notte andava così. Delle persone che vedi per 10-12 ore, mi viene da piangere anche solo a ripensarci.

Ci puoi raccontare qualche aneddoto o gossip che il pubblico non ha visto o non sa?

Ah, dovete chiedere a Valentina! (ride) Non dovete chiedere a me – oddio mi ucciderà per questa cosa! No, non posso dire niente, però vabbè sì, dovete chiedere a lei, magari si ricorda qualcosa in particolare… Non lo so!

Com’è stato il vostro rapporto con le Caporali?

Beh io le stimo un sacco, sono due donne che possono veramente far mangiare la polvere a tanti uomini, l’hanno fatto infatti! Sono più grandi di noi, vabbè a prescindere rispetto con educazione le persone in generale, soprattutto se sono più grandi.

Sono due donne molto interessanti anche per le vite che hanno avuto. Ho fatto molto amicizia con Jill (Cooper, ndr), anche con Antonella (Elia), che è un po’ più difficile da avvicinare perché Antonella ha tante protezioni, tante barriere, è una donna e a volte una bambina, nel senso buono lo dico, non dispregiativo. Sono adorabili, tutte e due, Antonella quando tiene il muso o vuole fare l’agguerrita è adorabile, cosa le vuoi dire? Poi è sincera, non gioca, non fa la doppia faccia, loro erano diversissime tra loro, ma bellissime da vedere.

Quella con Valentina è un’amicizia che continuerà?

Certo, sì sì assolutamente. Questo tipo di esperienza non te la togli secondo me. Siamo tornati a giugno e tutti i giorni pensiamo a Pechino.

È come il primo viaggio che fai con i tuoi amici, l’interrail che fai a 18 anni, chi se lo scorda? Con gli amici che magari non senti più tutti i giorni dopo così tanto tempo però te li porti dentro. Con Valentina continueremo a vederci e sentirci, e io continuerò a sentirmi un po’ sua mamma a volte!

Ema Stokholma

Hai qualche sogno nel cassetto?

Non ho sogni nel cassetto, sinceramente, perché quello che faccio tutti i giorni mi rende felice. Per me diventare una dj, quello era il mio sogno, poi anche lavorare in radio, sono cresciuta con la radio, è partita da lì la mia passione per la musica. Io tutti giorni ho questo programma in diretta su Radio2: quando vado a lavorare mi sembra di vivere un sogno, quindi cosa può succedere di più dalla vita? Sembra sdolcinato ma è così. Sono veramente felice, sia quando vado incontro al weekend sia quando vado a Radio2 in settimana, quindi sono felice 7 su 7!

Come hai fatto senza musica a Pechino Express?

Guarda noi non ci siamo portati niente, perché comunque il cellulare non lo vedi per un mese e mezzo, e ti sconsigliano anche di portarti dietro dei libri, perché vuol dire non viversi l’esperienza a pieno.

Non avevamo la musica, quando ci è capitato di sentire delle canzoni in radio quando eravamo in giro nelle macchine, cioè la vita, la vita! Noi diventavano pazze. Una volta abbiamo sentito un pezzo hip hop, abbiamo urlato per un quarto d’ora, perché non ci sembrava vero. Mi è mancata tantissimo, perché poi quando viaggio è parte fondamentale della mia vita, è un po’ la colonna sonora di quello che vedi. Mi è mancata tanto.

Il tuo profilo Instagram è molto particolare.

Guarda, magari tanta gente non lo capisce, perché pensano che io creda di essere un’artista, non è così. Io faccio dei disegni, a volte ci metto due ore, a volte 15 minuti. Ci tengo a dare una continuità al mio profilo in quel modo lì. Mi rilassa fare i designi, la verità è questa. Invece di guardarmi un film, mi metto a fare un disegno, mi porto sempre dietro il mio quadernino con i colori.

Mi piace postare in questo modo perché è diverso, sono ricordi, se tu seguo un profilo di una ragazza che si fa 100mila selfie, dopo un po’ sì, puoi prendere anche tanti like se metti una gamba o un pezzo di sedere o quello che è – io ogni tanto lo faccio, però col disegno, quindi così è intellettuale! Tutto mi appassiona, la gente, le storie delle persone, la psicologia, il cinema, la musica va da sé, la natura.

La tua storia d’amore con il rapper Gemitaiz è finita.

Parli di Gem? Sono felicissima che la mia storia con Gem sia finita, è finita prima di Pechino, per incompatibilità di caratteri, assolutamente non era la persona per me. Prima di partire, quindi a metà marzo, ho incontrato una persona per caso, ed è stato il colpo di fulmine: ci siamo innamorati follemente, lui vive a Parigi, e adesso mi ha regalato l’anello settimana scorsa, perciò ci sposeremo, sono contentissima!

Io non ho problemi a parlarne, io a lui gli voglio bene, sono semplicemente diversa, sono più grande (lei ha 33 anni, il rapper ne ha 29), ho altre voglie nella vita, quindi io spero che lui faccia il suo percorso al meglio. Lo seguo comunque sempre da lontano, però non mi rendeva felice quella storia, da tempo. Poi il destino ha voluto veramente che ci siamo lasciati e pochissimo tempo dopo ero già libera per avere una storia importante, quindi sono molto contenta.

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