Intervista a Jack James: “Il mio nuovo singolo è metafora della vita”

Intervista Jack James

Metriche hip-hop e ritmo incalzante, “Chilometri” è il nuovo singolo di Jacopo Venturini, in arte Jack James. Nel suo inedito, l’autore vuole trasmettere quel senso di straniamento e soffocamento vissuto dalle nuove generazioni, che rincorrono affannosamente i propri traguardi. Si ricercano obiettivi facili, il più velocemente raggiungibili, troppo spesso incapaci di cogliere la felicità che già li circonda. Nel singolo, realizzato in un duetto con Manuella, l’artista analizza i sogni, le speranze, le paure e le insicurezze in cui possono riconoscersi i ragazzi della sua età. Così Jack James intende mostrarsi al pubblico in tutte le sue sfaccettature. Nell’intervista a Jack James, il cantante ci ha descritto la sua musica, la quale unisce sonorità rock’n roll e sound pop. Ha raccontato le sue passioni e ha parlato del nuovo singolo “Chilometri”.

Abbiamo voluto sapere qualcosa in più su di lui, a partire dal suo nome d’arte: “Jack deriva dal mio vissuto londinese. È un nome che ho sempre visto molto cinematografico e mi ha sempre affascinato”, ci ha spiegato. James è un lascito della sua infanzia. Infatti, dichiara con una dolce ironia nostri microfoni, “sono la pecora nera della famiglia. Mio papà da giovane era un pilota amatoriale di rally, mio fratello è tuttora pilota ufficiale Lamborghini. Da piccolo avrei voluto correre o cantare”. E ancora: “Anche un mio amico, nel periodo delle prime fidanzatine, quando avevo ancora i capelli biondi e lunghi, ha iniziato a chiamarmi “James” in riferimento al pilota James Hunt . La corsa è parte della mia vita e rientra anche nei miei tesi”. Un esempi esaustivo, a tal proposito, è proprio il titolo del suo ultimo singolo.

Intervista a Jack James, la passione per la musica

“Passavo le intere mattinata ad ascoltare musica con la mamma, ma la prima voto anche ho detto “voglio fare il cantare”avevo 4 anni”. Quindi confida: “Ero al concerto di Zucchero e c’era anche una giovanissima Giorgia”. I primi passi 9 anni fa, “quasi per gioco con un mio caro amico d’infanzia”. E ancora: “Avevamo iniziato su YouTube e da lì abbiamo iniziato a pubblicare i primi prodotti. Mi sono distaccato nel 2014, prendendomi un paio anni per me”.

Infatti, ha raccontato di essere partito per 2 anni a Londra: “Non ci credevo più. Ma il contatto con il mondo londinese mi ha aiutato tanto, facendomi riaffiorare”, anziché distaccare dal mondo della musica. “Vivevo in alcuni studi e scrivevo per altri artisti”, ha aggiunto. “Necessitavo di cambiare aria, non è stato difficile prendere e partire”, ha confidato. Prima di tornare in Italia, Jacopo ha persino fatto il servizio militare. A tal proposito ha detto: “Avevo preso la cittadinanza in Svizzera sei mesi prima dei 18 anni. Così ho fatto il servizio di leva. Inizialmente ero abbastanza gasato, ero il primo dopo mio padre a fare il militare. È stata un’esperienza particolare: non la rifarei, ma è stata fatta ed è servita anch’essa”.

Intervista Jack James

“Chilometri”, il nuovo singolo

Il titolo del brano richiama la grande passione per i motori che, condivisa con il resto della sua famiglia, accompagna il cantautore fin dall’infanzia quando amava correre con i kart. Non a caso, tra le righe del testo si evincono i punti in comune e le differenze che ci sono tra l’artista Jack James e la persona che invece nella quotidianità si interfaccia tutti i giorni con amici e familiari, Jacopo Venturini.
“Chilometri”, ci ha spiegato Jack James, è una “metafora di vita”. E ancora: “Tutti noi ci concentriamo su un traguardo ipotetico, corriamo così tanto da perderci gran parte delle gioie e delle delusioni per strada, senza renderci conto che, dal momento in cui veniamo alla luce, il nostro sole ha già iniziato a tramontare”.

Ai nostri microfoni ha detto: “Sono sempre in giro tra Milano, Lugano e Vicenza, la mia città natale. Ho una media di 250 km al giorno in auto, da 3/4 anni sono sempre in giro. In un anno sono riuscito a toccare i 60mila km”, ha detto ridendo ed esausto dalle sue giornate così frenetiche, diviso principalmente tra Italia e Svizzera. E ancora: “Passo gran parte della mia giornata in auto, che è quasi la mia vera casa. Mi piace questa routine vagabonda”.

“Chilometri nasce proprio nella mia auto, quando nel quartiere milanese di CityLife rientravo triste e malinconico da una serata. La prima strofa l’ho scritta di getto, in maniera molto spontanea e genuina. Scrivevo frasi a ogni semaforo rosso. In due giorni il brano era concluso”. Tuttavia, precisa: “Era inizialmente molto triste: non volevo perdere la chiave originale, ma necessitavo un brano più ritmico”.

Nell’intervista a Jack James, il giovane cantante ha parlato anche della collaborazione con Manuella, rivelando: “Non sapevo neanche chi fosse, ma lei ha iniziato a taggarmi nelle sue storie su Instagram mentre ascoltava altri miei brani. Era una mia fan. Ho poi accettato la sua richiesta sui social, commentando a mia volta alcune storie e rispondendole”. È così che i due hanno iniziato a parlare ed è a quel punto che Jacopo le ha proposito il featuring. Infatti, ha raccontato: “Credo molto nell’energia. La sua voce mi ha catturato: in una settimana eravamo già in studio insieme”.

Il messaggio di Jack James

Il suo messaggio è un invito importante che fa riflettere: “Non dobbiamo perderci di vista neppure le piccole cose”. Nella nostra frenetica quotidianità, persi e affaccendati tra i mille impegni, sempre di corsa per i troppi appuntamenti che abbiamo in programma, bisogna godere di ogni momento.

Infatti, nell’intervista a Jack James, il giovane cantante vicentino ha commentato: “Facendo tutto di corsa, ci perdiamo le piccole cose. Me ne rendo conto io stesso con la musica, dando per scontato obiettivi che fino a due anni fa mi entusiasmavano”, ha confidato. L’invito è a “correre quanto si vuole, ma cercando di assaporare persino le piccole cose”, senza lasciarsi sottomettere dalla frenesia costante.

Intervista Jack James

La sua crescita

Nell’intervista a Jack James abbiamo chiesto al giovane cantante quanto è difficile per un ventenne farsi strada nel mondo della musica. A tal proposito, ha dichiarato: “È più facile farsi strada nel panorama musicale inglese rispetto alla realtà italiana. A Londra, anche per l’universalità della lingua inglese, si trovano molti artisti emergenti. In Italia, invece, il mainstream detta legge, vincolando fortemente i giovani cantanti”. Influenzato dall’ideologia rock e britannica, conclude: “Il concept inglese e il modo di vivere la musica in Gran Bretagna è molto diverso, meno etichettato e meno soggiogato dal mainstream. Mi ha colpito molto questo aspetto”.

Per Jack James “Chilometri” è una tappa importante per la sua crescita professionale, infatti ha dichiarato: “È un traguardo in più. La mia scuola è l’hip hop e il rock’n’roll, ma sono un artista ibrido, mi piace sperimentare idee nuove, non lasciarmi etichettare da tutto ciò che è mainstream. Non mi piace limitarmi a produrre musiche troppo simili fra loro solo perché funzionano. In “Chilometri” il mio animo ibrido emerge a pieno. Se vuoi far funzionare una cosa che non sei, sei finito”.

Sulle ispirazioni da cui prendono il via le sue canzoni, nell’intervista a Jack James il cantante ci dice: “Prendo ispirazione veramente da tutto. La nostra vita diventa spesso molto standard ed è proprio dalla mia routine che traggo ispirazione: le serate, i giri in auto, le battute. La verità funziona”.

Intervista Jack James

I sogni nel cassetto

Vicentino leva 1996, appassionato fin da piccolo alla musica e influenzato soprattutto dai Pink Floyd, da Vasco Rossi e Zucchero. Nel 2017 che Jack James torna a dedicarsi a tempo pieno alla musica, quando insieme ad amici e collaboratori crea il “Lone Wolf Club”. È questo il nome del progetto musicale in cui Jacopo si presenta al pubblico per la prima volta come Jack James.

Il cantante sta lavorando a nuovi singoli e svela: “Il prossimo progetto sarà il nuovo album”. Quindi confida: “Voglio essere artefice di un prodotto di cui poter andare fiero anche tra dieci anni”. 3 sono i suoi più grandi sogni nel cassetto, ma “per scaramanzia” ai nostri microfoni ne ha svelato solo uno: “Il disco d’oro”. Con il sorriso ci dice: “Se uno dei miei più grandi desideri è il disco d’oro, immaginate quanto possano essere grandi gli altri due sogni nel cassetto”. Quindi aggiunge: “È solo un quadretto, ma sarebbe un primo riconoscimento materiale veramente importante, il raggiungimento di un grande traguardo, il quale ti fa prendere coscienza che piaci e piace quello che fai”.