Mimmo Lucano: “Esiste un mondo che si ribella all’odio”

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Dopo essere finalmente ritornato nella sua Riace lo scorso 5 settembre, Mimmo Lucano si concede in un’intervista rilasciata a Cosmano Lombardo, del Web Marketing Festival di Rimini, raccontando la sua esperienza di questi 11 mesi di esilio forzato. L’ex primo cittadino del comune calabrese, divenuto celebre per il suo innovativo approccio all’accoglienza dei migranti, parla della sua storia e delle sue prospettive per il processo Xenia che lo vede attualmente imputato.

L’intervista a Mimmo Lucano

Nell’aprire l’intervista Lucano riconosce l’enorme portata che ha avuto la sua battaglia sulle persone, ma preferisce che attorno non si crei troppa agitazione: “È stato emozionante però nello stesso tempo non voglio che ci sia troppo clamore attorno alla mia vicenda. Anche se sono state straordinarie tutte le occasioni che si sono susseguite in questi mesi, sono stato in molte città europee. Quello che mi rimane di più di tutta questa esperienza è l’aver conosciuto tantissime persone e soprattutto la consapevolezza che c’è un mondo che fa sperare come non ci sia solo una deriva di disumanità o di egoismo”.

Lucano esprime anche il suo parere su come mai molte persone siano state attratte dai messaggi di intolleranza diffusi di politici italiani: “Credo che ciò che è accaduto in questi 15 mesi sia stato parallelo anche per la mia storia personale. Se uno mi chiedesse una mia valutazione direi che è la dimostrazione del fallimento della società dei consumi, aldilà dell’atteggiamento politico”.

La vicinanza delle persone

Alla domanda su come abbia vissuto questi 11 mesi di divieto di dimora a Riace e su come si sia fatta sentire la vicinanza delle persone Lucano ha risposto: “L’ho vissuto come la metafora di un’umanità che non si rassegna a questa deriva di perdita della dimensione umana. Anche tenendo conto delle manifestazioni, che ci sono state qui in Calabria ma un po’ ovunque, per contestare quell’idea di cattiveria, di odio razziale, di discriminazione verso le persone più deboli. Nel vedere tutti questi sentimenti che impedivano alle persone di poter anche parlare io ho pensato che c’è un mondo che si ribella a questo. Non c’è un’unica dimensione, e per me questo era un sollievo anche con la consapevolezza della mia storia giudiziaria della quale non mi rendevo conto”.

Le parole sul processo Xenia

Nel finale dell’intervista, Lucano si dice inoltre pronto ad affrontare il processo Xenia, nel quale è imputato per vari reati tra cui la gestione dei fondi per l’accoglienza dei migranti: “Il messaggio che voglio trasmettere è che io non ho rancori e non ho vendette per nulla. Accetto con orgoglio anche l’esito di questo processo che oggi affronterò da persona libera. E comunque saremo sempre in prima linea per poter contrastare le derive di disumanità e per dire che esiste una dimensione di fraternità. È più facile fare questo che non costruire un clima di odio e di cattiveria”.