Intervista a Ylenia Lucisano: “Che emozione i concerti con De Gregori”

intervista a Ylenia Lucisano

Melodie dolci e racconti personali, un mix di innovazione e tradizione fa da sottofondo alle sue nuove canzoni che compongono l’album “Punta da un chiodo in un campo di papaveri”, uscito nel maggio 2019. Undici nuovi brani, tutti a firma di Ylenia Lucisano, che tra pop e folk, tra sonorità solari e intimistiche, propongono una dimensione onirica che ha in realtà molto di sé da trasmettere. Ha coltivato con pazienza il suo sogno, lasciando la sua amata terra del sud per trasferirsi a Roma e poi nella grande metropoli del Nord, a Milano. Non nasconde le difficoltà affrontante, la gioia del canto, una passione travolgente nata quando era solo una bambina. Nell’intervista a Ylenia Lucisano, la cantautrice calabrese racconta la sua maturità artistica, i suoi primi passi nel mondo della musica, l’emozione di conoscere e aprire i concerti di un maestro della musica italiana come Francesco De Gregori.

Ai nostri microfoni ha spiegato cosa si aspetta dal suo tour europeo, quali sono le sue influenze musicali e ha ripercorso alcuni dei suoi traguardi più importanti. Il suo nuovo album, dedicato a De Gregori, propone immagini personali in maniera suggestiva, poetica e metaforica, senza perdere il profondo attaccamento alla sua storia.

Intervista a Ylenia Lucisano: il nuovo album

Un album molto personale, dove Ylenia è in grado di trasmettere anche i momenti più nostalgici con una melodia calda e dei toni allegri, in cui rievoca immagini e storie all’apparenza fantastiche, ma che in realtà raccontano molto di lei. Possiamo definirlo un album autobiografico? La cantante conferma: “Assolutamente è un album autobiografico: ho cercato di raccontare di me senza però essere troppo concentrata sul mio ego”.

Infatti ai nostri microfoni ha svelato: “Solo così i miei pensieri possono diventare anche di chi li ascolta”. Il nuovo disco è stato per lei una prova di maturità, perché “sono voluta emergere al 100% come cantautrice. La mia penna, infatti, è su tutti i brani. Allo stesso tempo, me ne sono fregata delle mode musicali del momento, facendo qualcosa che potesse darmi piacere nel farla e permettermi di svelarmi per quella che sono, facendo conoscere i miei gusti, il mio modo di comunicare. Volevo arrivare al cuore delle persone”

La dedica è a De Gregori: “Mi sembra di conoscerlo da sempre”, rivela ai nostri microfoni. Infatti, ci spiega: “Lo ascolto fin da quando ero piccola e da sempre ho cercato di entrare nei suoi brani. Ho avuto modo di fargli ascoltare il mio primo disco e successivamente ho ricevuto la sua chiamata: pensavo fosse uno scherzo, qualcuno che mi stava prendendo in giro”. Eppure: “La sua voce è inconfondibile. In quella chiamata mi ha chiesto di aprire i suoi concerti”.

Ma “la nostra non è amicizia”, rivela. Infatti, Ylenia ha tenuto a sottolineare il grande rispetto e la profonda stima verso un maestro come De Gregori: “Parlare di amicizia mi mette un po’ a disagio. C’è un certo distacco che è dovuto al massimo rispetto che ho nei suoi confronti. Dopo la nostra conoscenza è diventato ancora più un punto di riferimento per me. Prima lo era solo in forma astratta. Ora gli faccio sempre ascoltare le mie canzoni, chiedo consigli prima di uscire con nuovi progetti. Il mio nuovo album gliel’ho fatto ascoltare sul salotto di casa sua. Per me è stato un sogno a occhi aperti. Ancora prima di salire sul palco di De Gregori, la più grande emozione è stata il dietro le quinte”.

La carriera della cantautrice

Per chi non conoscesse la sua storia, ci spiega: “Mi sono affacciata alla musica fin da piccola. All’inizio ero ingenua e piena di speranze. Dalla Calabria mi sono spostata a Roma per trovare nuovi stimoli. La Capitale mi ha battezzata: è lì che ho iniziato a fare musica e mettermi in gioco nelle mie prime esperienze”. Poi il trasferimento a Milano, dove vive da ormai 8 anni e che definisce “il centro della discografia”.

In merito all’attuale panorama musicale e sulla difficoltà nel farsi strada in questa realtà irta di complicazioni, concorrenze e ostacoli, ha dichiarato: “L’artista deve essere consapevole che non è un percorso facile, ma soprattutto bisogna imparare a camminare con le proprie gambe ed essere indipendenti. A differenza del passato, il cantante oggi deve essere un po’ il manager di sé stesso, sapersi gestire. Deve avere un occhio a 360 gradi”.

intervista a Ylenia Lucisano

Sull’esperienza sanremese, dove è arrivata ottava ad Area Sanremo nel 2016, ci dice: “Ricordo l’ansia delle audizioni e la bella atmosfera che si è creata con gli altri cantanti. Ricordo l’esibizione davanti ai direttori artisti. Si è trattato di un’esperienza di vita che mi ha fatto crescere, devi dare tutto in pochissimo tempo”. Quindi ha precisato: “Una bella esperienza, ma non la ripeterei. So che in quel poco tempo sarei dovuta andare a mille, ma ritengo che certe cose siano costruite e non credo ci sia molta meritocrazia nel panorama italiano”.

I modelli e l’amore per la Calabria

Nell’intervista a Ylenia Lucisano abbiamo parlato anche delle sue influenze musicali. A tal proposito ha dichiarato: “Non riesco ad accostarmi a nessun altro artista esistente nella musica italiana. Forse perché il mio scopo è sempre stato quello di differenziarmi da chi già esiste. A volte mi dicono che assomiglio a Levante o Carmen Consoli. Per me è un onore”. Quindi aggiunge: “Le mie influenze cambiano ogni giorno. La musica cambia sempre in base a come ti senti moralmente. Il mio genere preferito è il blues. Adoro anche le grandi icone femminili della musica internazionale, come Lady Gaga. Tuttavia, non ho un punto di riferimento preciso, escludo però metal e trap”.

Ylenia è molto legata alla sua terra, “il mio cuore è restato in Calabria”, ci confida dolcemente durante l’intervista. “Non rinnego le mie origini. Canterò anche in dialetto, perché alcune sfumature, alcune espressioni e parole non possono essere dette altrimenti. Si tratta spesso di momenti legati alla mia infanzia. Sono orgogliosa di essere calabrese, al di là dei problemi che la Calabria, come altre regioni, portano con sé. Vorrei far riscoprire alcune radici”. Un’iniziativa interessante, soprattutto considerando la poca conoscenza degli idiomi locali. Dialetti, regionalismi, tratti del parlato più tradizionale stanno svenendo e, a eccezione della canzone napoletana, che è un mito in tutto il mondo, gli altri dialetti nostrani cadono spesso nel dimenticatoio.

Sugli altri sogni nel cassetto, Ylenia preferisce non proferire parola: “Per scaramanzia, meglio non aggiungere altro”.

Ylenia Lucisano Eurotour

Dal 24 novembre, al Mare Culturale Urbano, prenderà il via il suo Eurotour. Nell’intervista a Ylenia Lucisano, abbiamo domandato alla cantante quali sono le sue aspettative e le sorprese che ha in serbo. “La mia unica aspettativa? Divertirmi”. Quindi ha aggiunto: “Voglio godermi ogni serata, conoscere gente e magari acquisire nuovi fan anche al di fuori dell’Italia. Si tratta di un’esperienza nuova. Una parte dei miei sogni si è già avverata: uno dei miei più grandi desideri, infatti, è sempre stato quello di portare la mia musica al di là dei confini. Farò conoscere le mie radici cantando brani in calabrese. Avevo proprio bisogno di uno stimolo simile”.

intervista a Ylenia Lucisano

Durante il suo live milanese, Tricarico sarà il suo special guest: quanta emozione e quanta adrenalina nell’avere al suo fianco un artista così centrale nel contesto musicale italiano? “Abbiamo diversi punti in comuni. Reputo sia uno dei cantautori che, come me, cerca di restare al di fuori dei canoni della discografia. Ha un modo un po’ ribelle di fare musica. Credo sia nato negli anni sbagliati, ma ha davvero sempre qualcosa da dire con le sue canzoni. L’ho sempre seguito e quando ho avuto modo di parlarci ha confermato le idee che mi sono sempre fatta su di lui. Tricarico è un artista puro”.