Intesa Sp lancia Golden Links, scarpe e indumenti ai bisognosi

Intesa Sp lancia Golden Links, scarpe e indumenti ai bisognosi

Roma, 6 nov. (askanews) – Dopo la sperimentazione dello scorso anno in Piemonte e Veneto, Intesa Sanpaolo porta su scala nazionale il progetto “Golden Links: i legami sono oro”. Si tratta di un’iniziativa, lanciata dalla banca in collaborazione con Caritas Italiana e S-Nodi, che promuove la distribuzione di capi di abbigliamento, intimo e calzature, tutto rigorosamente nuovo, alle persone bisognose.

Calzedonia, Scarpe&Scarpe, Camomilla Italia e Primadonna, doneranno circa 72mila capi che verranno assembleati in 18mila kit da persone in condizione di fragilità e dai detenuti.

A presentare il progetto è Elena Jacobs, responsabile Valorizzazione del sociale e Relazioni con le università di Intesa Sanpaolo: “Mi fa piacere ricordare che è un progetto che è nato a livello sperimentale, l’anno scorso, in due regioni d’Italia, nel Veneto e nel Piemonte, e vede la raccolta e la distribuzione di indumenti intimi, di scarpe e di abbigliamento per bambini e adulti. Come nasce la coprogettualità? Nasce dal fatto che Intesa Sanpaolo che ha fatto un po’ da pivot si è inventata questo progetto, ha capito le esigenze della società che ci sta intorno, ha compreso perfettamente il bisogno e ha parlato con le istituzioni, ha parlato con le Caritas diocesane e con la Caritas italiana che ha coordinato gli interventi insieme a noi sulle Caritas diocesane”.

Monica Tola della Caritas Italiana parla degli obiettivi del progetto “Golden Links”. “L’obiettivo immediato è quello di rispondere ad un bisogno che è molto presente nelle nostre comunità, nelle persone che intercettiamo con le reti degli organismi socio-assistenziali. Un bisogno di indumenti, di indumenti che non siano indumenti usati ma che siano indumenti nuovi e di qualità rilevante. Questo però è soltanto uno degli elementi.

“L’aspetto più rilevante, ed è il motivo per cui abbiamo accolto con gioia questa sfida, ci siamo messi in gioco anche con le Caritas diocesane, riguarda la possibilità di utilizzare questi indumenti non soltanto come risposta ma come risorsa. Una risorsa che può generare lavoro, con la possibilità per le persone beneficiarie dei nostri servizi di comporre dei kit che a loro volta vanno a coprire il bisogno di altre persone in situazione di povertà, temporanea o anche cronica, e la possibilità soprattutto di generare relazioni. E questo è, in realtà, il percorso più promettente su cui stiamo investendo”.